Se una donna è sessualmente attraente, proviamo meno empatia nei suoi confronti: la scoperta della discriminazione probabilmente involontaria che facciamo è dei ricercatori dell’Università di Vienna che hanno analizzato le reazioni degli uomini e delle donne di fronte a donne più o meno vestite.

L’apparenza prima di tutto. Il modo in cui ci vestiamo influenza i sentimenti che gli altri provano nei nostri confronti, ma anche la loro capacità di relazionarsi con noi e di provare empatia per noi. A quanto pare infatti le donne più svestite che con il loro aspetto possono in qualche modo ‘mandare’ segnali sessuali (definite ‘sessualizzate’) modificano la percezione dell’interlocutore che prova meno empatia nei loro confronti e quindi sono meno in grado di riconoscerne e sentirne le emozione.

Lo studio. Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno misurato l’attività cerebrale di un gruppo di uomini e donne sottoposte a risonanza magnetica funzionale e nei quali sono state stimolate emozioni sia positive che negative utilizzando un computer che simulava situazioni di inclusione ed esclusione da un gioco. I partecipanti, durante il gioco, dovevano scegliere se includere o escludere dall’attività due tipologie di donne: ‘sessualizzate’ e non. Dai dati raccolti è emerso che semplicemente modificando l’abbigliamento delle donne, ad esempio mostrando più pelle e più parti del corpo, l’empatia nei confronti dei soggetti identificati come ‘sessualizzati’ diminuiva drasticamente rispetto a quella provata nei confronti della donne ‘coperte’. E non è tutto, a questa riduzione dell’empatia corrispondeva anche una ridotta attività nelle aree del cervello dedicate proprio all’empatia. Questo, fanno sapere i ricercatori, suggerisce che l’osservatore è meno in grado di condividere le emozioni delle donne ‘sessualizzate’.

Conclusioni. E perché avviene tutto ciò? I ricercatori in realtà non ci danno una risposta a questa domanda, quindi non sappiamo se dietro questa ridotta empatia ci sia del pregiudizio culturale, come l’invidia, o no, in ogni caso non sembra comunque una buona notizia.

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