Il veleno della scolopendra dalla testa rossa cinese (Scolopendra subspinipes mutilans) si è evoluto per distruggere contemporaneamente i sistemi cardiovascolare, respiratorio, muscolare e nervoso; ciò consente al miriapode asiatico di uccidere una preda 15 volte più pesante in appena 30 secondi. Si tratta di un vero e proprio record secondo il ricercatore Shilong Yang, un esperto di veleni e tossine dell’Istituto di Zoologia di Kunming (Cina) che ha condotto diversi esperimenti sul letale invertebrato.

La tossina, che viene iniettata attraverso le forcipule velenifere (morso), non è fortunatamente mortale per l’uomo, e sebbene procuri un dolore atroce e gonfiore viene persino utilizzata nella medicina tradizionale cinese per trattare eruzioni cutanee e altri problemi epidermici. In Corea, al posto delle dolorose punture dell’animale vivo – lungo una ventina di centimetri – preferiscono invece tostare la scolopendra e polverizzarla, utilizzando il composto ottenuto per trattare foruncoli, piaghe e mal di schiena.

Ma torniamo alla potente tossina. Yang e colleghi hanno isolato un peptide nel veleno che hanno chiamato “Ssm Spooky Toxin” (SsTx). Essa è capace di bloccare il trasporto del potassio attraverso le membrane delle cellule dei mammiferi, e poiché le cosiddette pompe sodio-potassio si trovano ovunque nell’organismo e servono anche a regolare le contrazioni muscolari e la respirazione, le prede aggredite – soprattutto topi e pipistrelli – restano paralizzate e muoiono rapidamente. “Il veleno dei centopiedi si è evoluto per distruggere simultaneamente i sistemi cardiovascolare, respiratorio, muscolare e nervoso. Questa strategia molecolare non è stata trovata in altri animali velenosi”, ha sottolineato Yang.

Come indicato, la tossina non è direttamente letale per l’uomo, tuttavia può scatenare uno choc anafilattico nei soggetti sensibili con potenziali conseguenze fatali (come la puntura di un’ape). Dal 2006 ad oggi sono stati registrati soltanto tre decessi a causa del morso di una scolopendra. Sulle isole Hawaii in un caso su dieci le visite al pronto soccorso sono proprio legate alle punture delle scolopendre locali. In Italia vive la scolopendra cingolata che arriva al massimo a 15 centimetri. È piuttosto comune e il suo morso è molto doloroso, tuttavia il veleno può rappresentare un pericolo solo per i soggetti iper-sensibili. I dettagli sul veleno della scolopendra dalla testa rossa cinese, che può essere neutralizzato con un anticonvulsivante (usato per l’epilessia) chiamato retigabina, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.

[Credit: Lei Luo et al./PNAS]

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