Per la prima volta nella storia sono state clonate due scimmie con la stessa tecnica che diede i natali alla pecora Dolly nel “lontano” 1996, il cosiddetto trasferimento nucleare di cellule somatiche. Zhong Zhong e Hua Hua, questo il loro nome, hanno rispettivamente due mesi e un mese e mezzo, sono due femmine di macaco cinomolgo (Macaca fascicularis) e hanno un corredo genetico perfettamente identico fra loro, proprio perché sono state clonate a partire da cellule del medesimo donatore.

I due primati sono stati creati dai ricercatori della Chinese Academy of Science Institute of Neuroscience di Shanghai, che hanno raggiunto il controverso traguardo dopo numerosi anni di studi e tentativi. Benché infatti siano passati venti anni dalla clonazione della celebre pecora scozzese ad opera di Ian Wilmut e Keith Campbell del Roslin Institute (Università di Edimburgo), la tecnica del trasferimento nucleare di cellule somatiche non era mai stata applicata con successo con i primati.

Zhong Zhong e Hua Hua, il cui nome deriva dal termine zhonghua (popolo cinese), non sono tecnicamente le prime scimmie clonate in assoluto, dato che nel 1999 gli scienziati dell’Oregon National Primate Research Center diedero la vita a Tetra, un macaco rhesus fatto nascere con un’altra tecnica chiamata “embryo splitting” o scissione dell’embrione. Si tratta di un processo in cui le cellule dell’embrione vengono divise allo stadio di otto cellule per creare quattro embrioni identici, una sorta di “riproduzione artificiale” meno complessa del trasferimento nucleare, nel quale il nucleo di una cellula somatica (come quella mammaria) viene trasferito in un’altra cellula privata del suo. Sino ad oggi, come indicato, la tecnica di Dolly aveva funzionato su una ventina di specie di animali, compresi bovini, maiali e cani, ma mai nei primati, dunque il risultato raggiunto dall’equipe cinese potrebbe spianare la strada alla clonazione umana.

Sono stati proprio i ricercatori cinesi guidati dal professor Qiang Sun, il “papà” di Zhong Zhong e Hua Hua, a sottolineare la necessità di regolamentare rigidamente questo campo della ricerca scientifica al più presto, dato che il traguardo raggiunto dal team avvicina (e di molto) la possibilità che venga clonato il primo essere umano. Sun e colleghi hanno dichiarato che non hanno alcuna intenzione di fare simili test con embrioni umani, ma non escludono che altri possano intraprendere questa strada, proprio alla luce dell’acclarata fattibilità di clonare primati.

[Articolo in aggiornamento]

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