Il mantello terrestre non è omogeneo ma molto disordinato, a causa di ampie sacche di materiali pesanti incastonate nelle rocce. L’aspetto, spiegano i ricercatori americani che hanno condotto la ricerca, è simile a quello di un delizioso “biscotto con gocce di cioccolato”. In pratica, i silicati del mantello della Terra rappresentano la pasta del biscotto, mentre gli agglomerati di ossido di ferro e altri composti sono i pezzetti di cioccolato.

Ma come hanno fatto a scoprire questa particolare composizione? Gli studiosi, coordinati dai professori Colin Jackson e Yingwei Fei del Museo Nazionale di Storia Naturale della Smithsonian Institution e del Laboratorio di Geofisica della Carnegie Institution, sono giunti a questa conclusione grazie a due distinti esperimenti: hanno analizzato campioni di roccia vulcanica recuperati alle isole Hawaii e messo a punto modelli in grado di simulare i processi che hanno portato alla separazione del nucleo metallico della Terra dal soprastante mantello roccioso.

Com’è noto, la Terra si formò dall’aggregazione delle polveri che orbitavano attorno al Sole miliardi di anni fa; man mano che la Terra cresceva in dimensioni, le componenti più pesanti (come appunto il ferro) tendevano a scivolare verso il centro del pianeta, mentre quelle più leggere restavano in superficie. Alla fine del ciclo, nucleo e mantello di separarono, ma il distacco fra i materiali non fu netto, proprio perché alcune sacche di metalli pesanti restarono imbrigliate nell’involucro superiore (le famose gocce di cioccolato).

Analizzando le rocce vulcaniche recuperate alle Hawaii, Jackson e colleghi hanno trovato le prove dell’esistenza di queste sacche, i cui composti vengono “strappati” dal magma mentre risale verso la superficie. Per i ricercatori questa particolare composizione del mantello terrestre con “gocce di cioccolato” è sorprendente, perché sino ad oggi si riteneva che gli impatti catastrofici sperimentati dalla Terra (come quello che avrebbe dato i natali alla Luna) durante il suo accrescimento  avevano mescolato per bene i suoi ingredienti interni. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Nature.

[Credit: PIRO4D]

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