Si chiama evoCas9 ed è un’innovativa tecnica di editing genetico destinata molto probabilmente a rivoluzionare questa branca della biomedicina, grazie all’assoluta precisione che garantisce. L’ha messa a punto un copioso team di studiosi italiani che fa capo al Cibio (Centre for Integrative Biology) dell’Università di Trento. A differenza della celebre Crispr/Cas9, la procedura di “taglia e incolla” del DNA balzata a più riprese agli onori della cronaca, evoCas9 è un killer spietato e chirurgico, che colpisce solo ed esclusivamente il frammento del genoma malato. Ciò significa che siamo innanzi a uno strumento innovativo e potentissimo non solo contro i tumori e le malattie genetiche, ma anche per una moltitudine di applicazioni della ricerca non strettamente correlati alla medicina, come ad esempio quello delle piante di interesse alimentare e degli animali da allevamento.

Ma come funziona evoCas9? Gli scienziati coordinati dalla professoressa Anna Cereseto sono partiti proprio dalla discussa Crispr/Cas9, una tecnica basata su una proteina (l’enzima Cas9) e una molecola di RNA. Queste molecole interagiscono con una specifica porzione del DNA, “tagliando e cucendo” i frammenti indicati per modificare la sequenza dei geni. Il problema di questo approccio risiede nella scarsa precisione, e come hanno dimostrato le ricerche condotte dalle tre università americane di Stanford, Iowa e Columbia può provocare mutazioni (dette off-target) pericolosissime per la salute. Ciò rende questa tecnica inadatta alla sperimentazione sull’essere umano, sebbene alcune indagini in tal senso siano state già avviate in Cina. La tecnica italiana funziona allo stesso modo della Crispr/Cas9, ma l’intuizione degli scienziati del Cibio è stata quella di far evolvere Cas9 non nelle cellule batteriche ma in quelle del lievito, che sono più simili – per quanto semplici – a quelle umane. In questo modo hanno potuto modellare l’enzima fino a farlo diventare il killer spietato di cui sopra, che colpisce solo ed esclusivamente dove gli viene richiesto, senza produrre le pericolose mutazioni per la salute.

“Abbiamo messo a punto un metodo sperimentale attraverso cui otteniamo una molecola, evoCas9, davvero precisa nel cambiare il DNA”, ha sottolineato la Cereseto. “È un enzima di affidabilità assoluta, che effettua il cambiamento soltanto nel punto stabilito”, ha aggiunto la specialista. Un risultato così straordinario fa gola in tutto il mondo – basti pensare all’accesa battaglia legale tra Università della California, Università di Harvard e MIT per la Crispr/Cas9 -, per questo i ricercatori italiani si sono affrettati a brevettare la loro scoperta, con la speranza che possa attrarre capitali e non solo in Trentino.

Le tre unità di ricerca del Cibio che hanno permesso la creazione della rivoluzionaria evoCas9 sono il Laboratorio di virologia molecolare, il Laboratorio di oncologia computazionale e il Laboratorio delle reti di trascrizione. I dettagli dello studio italiano sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Nature Biotechnology.

[Credit: qimono]

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