Troppo poco sport aumenta il rischio di morte per i giovani tra gli 11 e i 17 anni, questo è quanto sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità che in questi giorni ha pubblicato un documento aggiornato proprio sulle conseguenze di una ridotta attività fisica sulla vita dei giovani: patologie cardiovascolari, diabete e cancro tra le malattie più probabili.

Giovani pigri. A quanto pare nel mondo l’81% degli adolescenti tra 11 e 17 anni fa poca attività fisica: questo ha effetti negativi sulla salute fisica e incrementa il rischio di morte del 20-30%. Praticare sport infatti protegge il nostro corpo da malattie come il diabete e il cancro e in generale dalle patologie cardiovascolari, questo significa che, dall’altra parte, fare sport riduce il rischio di sviluppare queste condizioni che diminuiscono l’aspettativa di vita. Dati alla mano, l’OMS spiega che circa il 23% degli adulti over 18 non è abbastanza attivo fisicamente, stiamo parlando del 20% degli uomini e del 27% delle donne. Nei Paesi industrializzati, la percentuale degli adulti inattivi raggiunge invece il 26% tra i maschi ed il 35% tra le donne, rispetto al 12% e 24% nei Paesi in via di sviluppo.

Cosa fare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta lavorando ad un piano d’azione globale che possa ridurre del 10% la percentuale di coloro che non praticano sport, il tutto entro il 2025. nonostante circa l’80% dei paesi membri abbia sviluppato politiche e piani per ridurre l’inattività fisica delle rispettive popolazioni, solo nel 56% di essi tali misure risultano operative. Facendo un passo indietro nel tempo, nel 2013 gli Stati membri Oms hanno fissato l’obiettivo volontario di ridurre entro il 2025 del 25% la mortalità prematura dovuta a malattie non trasmissibili come, appunto, cancro e diabete. Ulteriore obiettivo anche la riduzione del 10% dell’inattività fisica delle popolazioni.

Un piano e un kit. Il ‘Piano globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili 2013-2020′ rappresenta una guida per i Paesi. L’Oms ha però annunciato che è ora in preparazione un ‘kit di strumenti’ specifici per settore per aiutare gli Stati ad implementare tali azioni.

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