Si è spento all’età di 81 anni il biologo molecolare tedesco Gunter Blobel, vincitore del premio Nobel per la Fisiologia – Medicina nel 1999. È deceduto a causa di un tumore. Lo studioso, fuggito nel 1945 dalla Bassa Slesia (Germania) in seguito all’invasione dell’Armata Rossa, si laureò all’Università di Tubinga nel 1960 e conseguì un dottorato di ricerca nel 1967 presso la prestigiosa Università del Wisconsin-Madison (Stati Uniti).

I suoi studi sulla fisiologia e in particolar modo sulle proteine lo portarono a scoprire i cosiddetti “peptidi segnale”, ovvero peptidi corti – caratterizzati al massimo da una trentina di amminoacidi – alla base del targeting proteico. In parole semplici, si tratta del meccanismo che spinge le cellule a sintetizzare le nuove proteine esattamente dove servono, come se avessero stampato un codice postale – il peptide segnale scoperto da Blobel – che le indirizza nel tessuto giusto. Dato che le malattie hanno una base molecolare, la scoperta dello scienziato tedesco ha aperto le porte a una migliore comprensione di numerose patologie, come l’Alzheimer, la leucemia, la schizofrenia e molte altre ancora.

Lo studioso tedesco fu insignito del prestigioso premio Nobel nel 1999 proprio per la “scoperta dei segnali intrinseci delle proteine che governano la loro posizione e il loro trasporto all’interno della cellula”. Negli anni precedenti aveva conquistato altri prestigiosi premi scientifici. Fra essi il NAS Award in Molecular Biology nel 1978, assegnato dalla National Academy of Sciences sin dal 1962 ai giovani e promettenti scienziati, e il Richard Lounsbery Award (1983), premio dedicato a studiosi americani e francesi sotto i 45 anni di età per gli “straordinari risultati scientifici in biologia e medicina”.

Blobel, che ha insegnato presso la Rockefeller University di New York a partire dal 1968, è stato anche nel consiglio di amministrazione della multinazionale Nestlé e del Board of Scientific Governors presso l’autorevole Scripps Research Institute.

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