Alcune persone sono sessualmente attratte da oggetti e pratiche che si discostano dalla normalità, delle vere e proprie pervesioni sessuali – come ad esempio quelle verso la biancheria intima femminile – che vengono racchiuse sotto il termine di parafilia. Benché una componente della perversione sia probabilmente innata nella maggior parte delle persone, esprimendosi in maniera differente da soggetto a soggetto, il paziente parafiliaco presenta un quadro psicologico e diagnostico ben definito (per quanto variegato), laddove gli impulsi devianti si manifestano con violenza, sono continuativi, caratterizzati da esclusività – rivolti ad esempio verso uno specifico oggetto o persona – e possono sfociare in comportamenti antisociali e veri e propri reati. La pedofilia, ad esempio, è considerata una delle principali categorie di parafilia.

Il disturbo parafiliaco.

Chi soffre di parafilia non sempre sperimenta il solo piacere dalla propria perversione, ma può viverla con un intenso disagio personale, pur non potendone fare a meno. Non a caso questi disturbi possono accompagnarsi a depressione, comportamenti ossessivo-compulsivi e altre condizioni. Quando il paziente vive questa esperienza con sofferenza, tanto da arrivare ad arrecare danni verso se stesso e/o gli altri, la parafilia prende il nome di Disturbo Parafiliaco.

Una malattia maschile.

La parafilia colpisce nella stragrande maggioranza dei casi gli uomini, tuttavia sono note anche le parafilie femminili. In quest’ultimo caso possono svilupparsi in seguito ad eventi traumatici, come ad esempio uno stupro subito da bambine, e spesso sono legate ad eventi relativi alla perdita di qualcuno e all’abbandono.

La parafilia coinvolge tutti i sensi.

L’eccitazione dei pazienti parafiliaci non viene raggiunta con l’attività sessuale naturale, ma attraverso la stimolazione dei vari sensi con vari oggetti e pratiche. Esiste infatti un numero sconfinato di parafilie, legate proprio al tipo di oggetto o stimolo in grado di catalizzare il raggiungimento dell’orgasmo. La vista, ad esempio, può essere coinvolta attraverso l’osservazione di pratiche sessuali o funzioni fisiologiche di altre persone; l’olfatto con odori sgradevoli, come quello delle feci; il gusto con l’ingestione di escrezione corporee; il tatto con la penetrazione di oggetti e l’udito col turpiloquio.

Le otto categorie principali di parafilia.

Come indicato, esiste un numero cospicuo di parafilie, tuttavia esistono otto forme più diffuse e riconosciute nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il cosiddetto DSM. Eccole di seguito

  • Esibizionismo: il paziente parafiliaco si eccita sessualmente mostrando i propri genitali agli estranei.
  • Masochismo sessuale: l’eccitazione sessuale viene raggiunta attraverso l’umiliazione e la sofferenza prodotta dal proprio partner.
  • Sadismo sessuale: A differenza del masochismo, nel sadismo l’eccitazione è legata all’infliggere umiliazioni e dolore al proprio partner.
  • Feticismo: l’eccitazione sessuale è legata all’utilizzo di oggetti, come ad esempio scarpe e biancheria intima femminile.
  • Pedofilia: il paziente parafiliaco prova attrazione sessuale per i bambini.
  • Frotteurismo: l’eccitazione deriva dallo strofinarsi su una persona non consenziente.
  • Voyeurismo: l’eccitamento sessuale è legato all’osservazione di persone nude o impegnate in attività sessuali.
  • Feticismo da travestimento: il paziente parafiliaco si eccita indossando abiti dell’altro sesso.

[Credit: Lucialasprilla]

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