L’alcolismo potrebbe scomparire perché l’essere umano sta cambiando geneticamente e il corpo potrebbe non sopportare più l’alcol. In parole semplici, in futuro probabilmente basterà una piccolissima quantità della sostanza per farci sentire male e di conseguenza tenerci a debita distanza da qualunque bevanda alcolica. Lo ha determinato un team di ricerca del Dipartimento di Farmacologia e Terapia Traslazionale e del Dipartimento di Genetica presso la Scuola di Medicina Perelman dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia, dopo aver indagato sulle varianti genetiche emergenti in una ricca banca dati.

Gli studiosi, coordinati dal professor Benjamin F. Voight, hanno raccolto i profili genetici di 2.500 persone che hanno donato il proprio DNA al 1000 Genomes Project (1KGP), un progetto di ricerca internazionale avviato nel 2008 con lo scopo di realizzare il più dettagliato catalogo della variabilità genetica umana. Analizzando questi dati Voight e colleghi hanno evidenziato cinque ‘punti caldi’ nel nostro profilo genetico, attorno ai quali ci stiamo evolvendo. Il primo è la resistenza alla malaria nelle popolazioni africane; il secondo una variazione degli amminoacidi nelle popolazioni europee; il terzo e il quarto sono sezioni di DNA che abbiamo ereditato dagli incroci con i Neanderthal; e l’ultimo, proprio il dettaglio che interessa l’alcolismo, è una variante del gene ADH.

Il gene ADH è legato alla produzione dell’enzima chiamato alcol deidrogenasi, che nell’uomo – ma anche in altri animali – ha il ruolo di catabolizzare gli alcoli che altrimenti sarebbero tossici. In altri termini, l’enzima scompone l’alcol in acetaldeide, che a sua volta viene convertito nelle molecole di acetato che hanno varie funzioni nell’organismo. Gli studiosi hanno scoperto che il gene ADH si sta evolvendo in modo da degradare molto più velocemente l’alcol, col risultato di farci provare quasi immediatamente il malessere delle grandi e tossiche bevute. I ricercatori non sanno come ciò stia avvenendo, tuttavia si tratta di un processo in grado di proteggerci dall’alcolismo proprio perché in grado di bloccarlo sul nascere.

Secondo Voight e colleghi la selezione di questa variante di ADH sarebbe in atto da un migliaio di anni, dovuta al fatto che i grandi bevitori, soprattutto quelli che iniziano in giovane età, spesso muoiono ancor prima di riprodursi. In pratica, si starebbe estinguendo il patrimonio genetico di quelli che sopportano di più le bevande alcoliche. Questa selezione è all’opera anche adesso; non a caso molti giovani senza figli muoiono in incidenti stradali proprio a causa dell’alcol. I dettagli dell’interessante ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Ecology & Evolution.

[Credit: 453169]

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