Poiché l’Universo si espande più velocemente di quanto si credesse, potrebbe sorgere una fisica completamente nuova per spiegarlo, fatta di leggi che scardinano le fondamenta delle più accreditate teorie astrofisiche. Giusto per fare un esempio pratico, la famosa costante di Hubble, legata proprio all’accelerazione dell’Universo, potrebbe non essere più una costante. Ma procediamo con ordine.

Un team di ricerca americano dello Space Telescope Science Institute (STScI) e dell’Università Johns Hopkins coordinato dal professor Adam Riess, Premio Nobel per la Fisica nel 2011 proprio per aver determinato l’accelerazione dell’Universo, ha scoperto che l’Universo si espande circa il 10 percento più velocemente di quanto stimato in precedenza. Gli studiosi hanno ottenuto questa misurazione sfruttando lo strumento Wfc3 (Wide Field Camera 3) del Telescopio Spaziale Hubble, valutando la distanza di una ventina di galassie – per sei anni – e tenendo come punto di riferimento le cosiddette variabili Cefeidi, che hanno una caratteristica pulsazione.

Dai calcoli, suffragati da numerosi altri test per scongiurare errori, è emerso che la velocità di espansione dell’Universo nel tempo – la già citata costante di Hubble – è di 73 chilometri al secondo per megaparsec e non di 67 chilometri al secondo per megaparsec (3,3 milioni di anni luce) come misurato in precedenza, grazie al satellite Planck dell’ESA che ha ottenuto un’immagine dell’Universo primordiale. Questa sensibile discrepanza apre le porte a teorie astrofisiche completamente inedite; Riess e colleghi sono infatti convinti dell’accuratezza delle misurazioni. “Entrambi i risultati sono stati testati in diversi modi – ha sottolineato il Premio Nobel – quindi escludendo una serie di errori non correlati è sempre più probabile che questo non sia un errore ma una caratteristica dell’Universo”.

Ma da cosa può dipendere questa discrepanza? Secondo gli studiosi ci sono tre diverse possibilità. La prima è che la criptica energia oscura potrebbe allontanare le galassie con una forza crescente e maggiore di quella stimata, dunque verrebbe abbattuto il concetto di costante di Hubble; la seconda è che esista una particella ancora non scoperta definita “neutrino sterile” che viaggia alla velocità della luce; la terza e ultima prevede un’interazione diversa tra materia oscura e materia standard. Gli scienziati sono ancora molto lontani dal comprendere l’esatta natura di questa aumentata accelerazione, ma è probabile che la scoperta avrà ripercussioni importanti sul cosiddetto “Modello Standard” della fisica. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata The Astrophysical Journal.

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