Stephen Hawking si è spento all’età di 76 anni nella “sua” Cambridge, la città dove intraprese gli studi cosmologici che l’hanno reso celebre in tutto il mondo, e quella in cui nel 1963 gli fu diagnosticata la malattia del motoneurone, una forma di sclerosi laterale amiotrofica sulla quale ancora è aperto il dibattito tra gli esperti. Normalmente, infatti, i pazienti colpiti da questa malattia sopravvivono per pochi anni – ad Hawking furono dati soltanto due anni di vita -, ma il brillante scienziato britannico, spinto anche dalla sua immensa gioia di vivere, ha combattuto strenuamente sino al 14 marzo 2018, più forte della patologia e dell’involucro nel quale era confinato.

Hawking nacque l’8 gennaio del 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, e sin da piccolo manifestò amore per la scienza, soprattutto per i numeri. I suoi genitori volevano per lui una carriera da medico, ma la sua grande passione per la matematica lo spinse a iscriversi alla facoltà di fisica dell’Università di Oxford nel 1959 (all’epoca nell’ateneo britannico non c’era la facoltà di matematica). Si laureò – curiosamente – alla Facoltà di scienze naturali, nonostante non amasse particolarmente la biologia, e grazie al massimo dei voti poté iscriversi al corso di cosmologia presso la prestigiosa Università di Cambridge, che lo ha lanciato nella brillante carriera di scienziato.

Nel 1962 conobbe la futura moglie Jane Wilde, dalla quale ebbe tre figli e si separò molti anni più tardi, prima di convolare in seconde nozze con una sua infermiera (Elaine Mason). Durante l’università Hawking sperimentò diversi problemi motori e cadute, così si sottopose agli esami che accertarono la sua malattia. Nonostante la depressione e la ridotta aspettativa di vita indicata dai medici, Hawking proseguì brillantemente i suoi studi e sposò la fidanzata nel 1965.

Dopo il matrimonio Hawking inizia a formulare alcune delle sue più importanti teorie sulla formazione dell’Universo e approfondisce gli studi sui buchi neri, il ‘cavallo di battaglia’ che lo ha consacrato come scienziato di fama mondiale. Nel 1974 la sua intuizione più significativa: Hawking teorizza l’emissione di radiazioni ad opera dei buchi neri (in precedenza aveva detto che nulla poteva sfuggirgli), e che il processo può continuare fin quando non esauriscono la loro energia ed evaporano. Le particelle teorizzate dallo scienziato sono oggi conosciute col nome di “radiazione di Hawking”.

L’intuizione aprì un aspro dibattito accademico, e per spiegare le proprie ragioni, per la prima volta nella storia della scienza Hawking sfruttò la relatività generale e la meccanica quantistica in combinazione. Si trattava del ‘seme’ della cosiddetta Teoria del tutto, ancora oggi ricercata dai fisici teorici di tutto il mondo. Hawking per i suoi studi fu nominato alla Royal Society e divenne titolare della cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge, un ruolo che ricoprì per un trentennio. Grazie alle sue intuizioni e ai libri che scrisse, su tutti il best seller ‘Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo’ pubblicato nel 1988, divenne una vera e propria celebrità a livello mondiale. Fu insignito di numerosi premi civili e scientifici, ma non vinse mai il Nobel.

Hawking desiderava volare nello spazio, e il suo sogno avrebbe potuto avversarsi grazie al fondatore della Virgin Galactic Richard Branson, che gli aveva offerto un posto in prima fila come ‘turista spaziale’ all’avvio del servizio. Nel 2007 poté comunque sperimentare la microgravità a bordo di un aereo, messo a disposizione dalla società Zero Gravity Corporation. Negli ultimi anni le sue condizioni di salute erano peggiorate a tal punto non potè presenziare alle celebrazioni del suo 70° compleanno a Cambridge. Nonostante la malattia sempre più debilitante, continuò a rilasciare interviste su diversi temi, dall’attualità al futuro dell’umanità. Considerava Trump un grande pericolo per la Terra e sosteneva che il futuro dell’umanità deve lontano dal nostro pianeta. Era convinto dell’esistenza degli alieni, ma che avremmo fatto bene a non cercarli perché una potenziale minaccia per noi. Hawking è stato celebrato in numerosi media e serie Tv, e alla sua incredibile vita è dedicato il film “La Teoria del tutto”.

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