Manca davvero pochissimo al rientro della Stazione spaziale cinese Tiangong-1 nell’atmosfera, un evento atteso in tutto il mondo a causa del rischio che alcuni dei suoi pezzi possano impattare con la superficie terrestre. Per monitorare in tempo reale gli ultimi passaggi e il ‘lento’ ma inesorabile decadimento del laboratorio orbitante è possibile consultare la piattaforma Satview, un sito specializzato che mostra dati e traiettorie di una moltitudine di satelliti. Tra essi vi sono anche quelli in disuso, in pratica la cosiddetta spazzatura spaziale, di cui il ‘Palazzo del Paradiso’ – la traduzione di Tiangong-1 dal cinese mandarino – ne rappresenta al momento l’esponente più pericoloso per l’incolumità pubblica.

Grazie a questa piattaforma è possibile tenere sotto controllo la velocità (circa 28mila chilometri orari nel momento in cui stiamo scrivendo), la traiettoria, la distanza dalla Terra, l’azimuth e altre coordinate della stazione spaziale cinese, il tutto accompagnato da un’interessante animazione su una mappa. Questi dati sono monitorati dalle agenzie spaziali di tutto il mondo, come l’ESA (l’Agenzia spaziale europea), che in uno dei suoi portali aggiorna costantemente la probabile finestra di impatto. Ricordiamo che pur interessando l’Italia, altri Paesi europei, gli Stati Uniti e l’Asia, la traiettoria abbraccia anche moltissimo oceano aperto, ed è estremamente improbabile che i frammenti del ‘Palazzo del Paradiso’ possano caderci davvero sulla testa. Nel caso in cui si dovessero correre dei rischi concreti, la Protezione Civile ha recentemente diffuso alcuni utili consigli per l’autoprotezione.

Secondo le ultime stime l’impatto avverrà in un giorno compreso tra il 28 marzo e il 4 aprile; il Virtual Telescope Project si spinge ancora oltre suggerendo come data verosimile lunedì 2 aprile, il giorno di Pasquetta. La piattaforma guidata dall’astrofisico italiano Gianluca Masi alle 14 di mercoledì 28 marzo mostrerà la diretta di uno degli ultimi passaggi del ‘Palazzo del Paradiso’: potete seguirlo cliccando al seguente link.

A causa delle discrete dimensioni della stazione cinese – è lunga 16 metri e pesante circa 8,5 tonnellate –, non c’è certezza che brucierà completamente impattando con l’atmosfera terrestre; è dunque possibile che alcuni dei suoi frammenti – anche di 100 chilogrammi – possano cadere sulla superficie del nostro Pianeta. Gli scienziati che monitorano costantemente Tiangong-1 hanno individuato la possibile area di impatto in un’area compresa tra i -44°S e +44°N di latitudine, che interessa anche l’Italia dall’Emilia Romagna in giù. C’è timore anche per il propellente tossico a bordo, l’idrazina.

 La spazzatura spaziale rappresenta un problema piuttosto serio da risolvere e tra le strategie proposte c’è anche quella di Airbus Defence and Space, i cui ingegneri stanno sviluppando satelliti cacciatori muniti di potenti arpioni.

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