La bizzarra forma del ‘sigaro spaziale’ Oumuamua, il primo asteroide interstellare scoperto nel Sistema solare, potrebbe derivare dallo stiramento provocato dalla forza gravitazionale di un gigante gassoso simile a Giove. Le sue peculiari caratteristiche potrebbero inoltre fornirci nuove e preziose informazioni su come nascono i pianeti, gli asteroidi e le comete. A ipotizzarlo un team di ricerca del Laboratoire d’Astrophysique di Bordeaux, in Francia, che ha condotto diverse simulazioni al computer per provare a comprendere più a fondo questo misterioso e affascinante ‘messaggero da lontano che arriva per primo’ (la traduzione letterale del nome hawaiano Oumuamua).

Secondo gli studiosi francesi, coordinati dal professor Sean Raymond, l’asteroide sarebbe ciò che resta di un planetesimo, cioè di uno di quegli oggetti celesti primordiali che si crea attorno alle stelle durante la formazione di asteroidi, pianeti e comete. L’aggregazione delle particelle di polvere in rapida rotazione inizia a generare questi planetesimi, che in una fase successiva, se non producono asteroidi o comete (in base alla distanza della stella) possono fondersi in proto-pianeti e poi in pianeti veri e propri. Ma non tutti completano questo ciclo, e molti vengono distrutti o espulsi durante il processo.

Raymond e colleghi suggeriscono che Oumuamua fosse un planetesimo di tipo cometale, che avrebbe estinto le sue polveri ghiacciate a causa della vicinanza con la stella madre. Per questo motivo non avrebbe generato una chioma di polveri quando è transitato nei pressi del Sole. Durante il processo di formazione avrebbe incontrato la forza gravitazionale di un gigante gassoso simile a Giove, con conseguente frammentazione e stiramento del materiale roccioso. Da qui la caratteristica forma di sigaro e la successiva, violenta espulsione verso il Sistema solare.

Se fosse stato un planetesimo alla base di un asteroide, che si formano più vicini alla stella, l’espulsione sarebbe stata molto più complicata, anche per questo motivo si ritiene che in origine fosse una cometa (velocità e traiettoria lo dimostrerebbero). Per confermare una simile teoria gli studiosi hanno bisogno di studiare altri asteroidi interstellari, ma al momento l’unico conosciuto è proprio Oumuamua. Trovandone altri in futuro potrebbero essere riscritte le teorie alla base della formazione di pianeti e planetesimi.

Fin da quando è stato individuato nell’ottobre del 2017 dal Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System (Pan-STARRS1) dell’Università delle Hawaii, Oumuamua ha catalizzato l’attenzione dei ricercatori. La sua traiettoria fortemente iperbolica, la forma e l’altissima velocità erano così insoliti che qualcuno pensò addirittura fosse un’astronave aliena. Oggi sappiamo che si tratta del primo asteroide interstellare (proveniente da un sistema al di fuori del nostro), ma le sue caratteristiche insolite hanno ancora molto da raccontare. Una recente ricerca del Centro per le Scienze Planetarie presso l’Università di Toronto Scarborough dell’Ontario, in Canada, suggerisce che proverrebbe da un sistema binario di stelle. I dettagli della ricerca francese sono stati pubblicati sul The Astrophysical Journal Letters.

[Credit: European Southern Observatory/M. Kornmesser]

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