Al centro della nostra galassia, la Via Lattea, si trovano oltre 10mila buchi neri. Un vero e proprio ‘sciame’ di questi misteriosi oggetti, tutti posizionati nelle vicinanze – in termini astronomici – di Sagittarius A* (o Sgr A*), il mostruoso buco nero supermassiccio che domina il cuore galattico con la sua massa immensa, superiore a 4 milioni di volte quella del Sole. Sapere che sono così tanti potrebbe rivoluzionare lo studio delle onde gravitazionali, intercettate proprio grazie all’interazione di questi oggetti celesti.

L’affollamento di buchi neri è stato intercettato da un team di astrofisici internazionale guidato da studiosi dell’Università Columbia di New York, che ha voluto indagare sull’immenso alone di polveri, gas e altro materiale che circonda Sagittarius A*. Un’area di questo tipo è infatti particolarmente favorevole alla nascita delle stelle, e dove ci sono tanti di questi astri si trovano anche i buchi neri, dato che non si tratta altro che di stelle collassate, che concentrano tutta la propria massa in un unico punto, con una tale forza gravitazionale da non far scappare nemmeno un raggio di luce. Per questo sono invisibili e si chiamano buchi neri.

Il centro della Via Lattea. Credits: Nasa/Cxc/Sao/Nature/Hailey et al.
in foto: Il centro della Via Lattea. Credits: Nasa/Cxc/Sao/Nature/Hailey et al.

Ma come hanno fatto a ‘scoprirli’ se sono invisibili? I buchi neri talvolta non restano isolati, ma si legano alle stelle formando un elegante sistema binario. L’interazione tra i due corpi celesti emette dei potenti raggi X, i cui picchi possono essere intercettati raramente a causa della grande distanza tra il centro galattico e il nostro Pianeta. Fortunatamente ne emettono anche altri a intensità più bassa, la cui firma può essere rilevata analizzando i dati giusti. Il team di astrofisici, guidato dal professor Charles “Chuck” Hailey, co-direttore del Columbia Astrophysics Lab, ha utilizzato quelli di archivio catturati dal telescopio spaziale Chandra X-ray Observatory, grazie ai quali ha individuato 12 sistemi binari nel raggio di 3 anni luce da Sagittarius A*.

A partire da queste 12 coppie gli studiosi sono riusciti a creare una mappa della distribuzione e della quantità di altri sistemi binari e di buchi neri isolati attorno a Sagittarius A*: i primi sarebbero tra i 300 e i 500, mentre i secondi supererebbero le 10mila unità. Sapere che nel cuore della Via Lattea si trovano così tanti buchi neri può essere molto utile per lo studio delle onde gravitazionali, dato che da questi numeri si possono fare previsioni più accurate. I dettagli dell’affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.

[Credit: DanzelScarleth]

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