Creato in laboratorio un foglio idrofilo che riesce a ‘strappare’ l’acqua sospesa nell’aria e raccoglierla in un contenitore. La tecnologia rivoluzionaria, chiamata Slippery Rough Surface (SRS), potrebbe fornire acqua alle miliardi di persone che ogni anno combattono con la siccità e la difficoltà a reperire il prezioso liquido. L’hanno messa a punto scienziati dell’Istituto di ricerca sui materiali dell’Università Statale della Pennsylvania e del Dipartimento di ingegneria meccanica dell’Università del Texas di Dallas.

Non si tratta del primo esperimento di questo genere, ma gli studiosi coordinati dal professor Tak-Sing Wong sono riusciti a superare gli ostacoli degli studi precedenti, rendendo la raccolta dell’acqua efficiente e produttiva. In altri fogli simili, infatti, l’acqua generava un sottilissimo film sulla superficie, risultando molto complessa da prelevare. Gli studiosi dei due atenei americani sono riusciti ad aggirare il problema ispirandosi alla natura. Il nuovo foglio, composto nanosfere, si caratterizza per l’unione di due superfici: quella liscia ispirata alle piante di brocca tropicali, particolarmente efficienti nella raccolta dell’acqua; e quella ruvida delle foglie di riso, che hanno impercettibili scanalature in grado di indirizzare l’acqua esattamente dove lo si desidera, senza formare la pellicola d’acqua delle altre tecnologie.

A sinistra la capacità di raccolta del foglio SRS, confrontata con altre tecnologie simili. Credits: Xianming Dai / Nan Sun / Jing Wang / Tak–Sing Wong / Penn State
in foto: A sinistra la capacità di raccolta del foglio SRS, confrontata con altre tecnologie simili. Credits: Xianming Dai / Nan Sun / Jing Wang / Tak–Sing Wong / Penn State

Al momento è un materiale da perfezionare, ma la superficie è così efficace a strappare goccioline d’acqua dal vapore acqueo atmosferico che, secondo gli scienziati, si potrebbero ottenere ben 120 litri al giorno con un solo metro quadrato. Per questo gli studiosi sono così ottimisti dei risultati raggiunti. “Con circa 4 miliardi di persone che hanno difficoltà a reperire l’acqua per almeno una parte dell’anno – ha sottolineato il professor Tak-Sing Wong -, un metodo economico per raccoglierla dal vapore acqueo o dalle gocce di nebbia nell’aria potrebbe avere enormi applicazioni pratiche, alleviando i problemi di approvvigionamento in molte regioni del mondo”. I dettagli della promettente ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Advances.

[Credit: Andre_Rau]

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