Il tramadolo, principio attivo del farmaco Contramal, è un potente analgesico di origine sintetica appartenente alla classe degli oppioidi, utilizzato normalmente per trattare il dolore moderato o grave. È balzato agli onori della cronaca col soprannome di “droga del combattente” poiché verrebbe utilizzato dai miliziani per lanciarsi in battaglia a testa bassa, con coraggio e senza timori per la propria incolumità. Talvolta è confuso col più potente e costoso Captagon, una droga stimolante che normalmente viene assunta assieme alla caffeina per potenziare i suoi effetti, come blocco della fame e dell’affaticamento.

La differenza fondamentale tra i due composti risiede nel fatto che il tramadolo è un ‘semplice’ medicinale legale, mentre il secondo è considerato una sostanza stupefacente a tutti gli effetti. Ciò ha permesso al primo di diffondersi come droga a basso costo – il prezzo di una pastiglia è di circa 5 dollari – anche in quei Paesi mediorientali dove la circolazione delle droghe ‘comuni’ reperibili in Occidente è repressa con pene severissime. Così il tramadolo è finito anche al centro dei più recenti e sanguinosi teatri di guerra, diventando da una parte una sostanza stimolante per i miliziani – grazie alla sensazione di euforia e alla capacità di bloccare l’affaticamento – dall’altra una cospicua fonte di guadagno per finanziare il terrorismo attraverso lo spaccio. L’imponente sequestro nel maggio 2017 di quasi 40 tonnellate di compresse di Tamol X – un farmaco contenente tramadolo – ad opera della Guardia di Finanza al porto di Genova sta lì a dimostrarlo; il carico era infatti destinato alla città di Tobruk, in Libia, dove avrebbe foraggiato le milizie locali. Il tramadolo, prodotto principalmente in India, viene solitamente consumato assieme a pericolosi miscugli composti da sciroppi, bibite gassate, soda insetticidi e altre sostanze, che hanno causato numerosi morti tra i guerriglieri in diversi Paesi.

Ma torniamo ai principi del farmaco sintetico. Fu creato negli anni ’70 del secolo scorso dalla casa farmaceutica tedesca Grünenthal GmbH e commercializzato col nome di Tramal; da allora è stato introdotto in vari medicinali, dei quali il più conosciuto in Italia è l’analgesico Contramal. Non si tratta di un comune antidolorifico da banco, ma può essere acquistato solo attraverso ricetta medica non ripetibile. Viene solitamente somministrato a chi soffre di dolore acuto legato a invasivi esami diagnostici e interventi chirurgici. Può provocare seri effetti collaterali come convulsioni, sindrome serotoninergica e una forte dipendenza fisica e psichica, per questo l’uso ha diversi limiti e avvertenze.

Il tramadolo reagisce inoltre con i principi di diversi altri medicinali – in particolar modo con quelli di antidepressivi e ansiolitici – e sostanze come l’alcol, dunque si deve sempre informare il medico curante e il farmacista su ciò che si intende assumere durante la terapia col potente analgesico. L’uso è sconsigliato anche se si soffre di patologie epatiche e renali, depressione respiratoria e in generale se si è già sperimentata dipendenza da farmaci.

[Credit: StockSnap]

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