La comunità di appassionati di retrogaming – cioè quelli che giocano oggi con i videogiochi vecchi – è stata recentemente scossa dall’annullamento di alcuni storici record fatti da Billy Mitchell, che nel 1999 fu definito “il giocatore di videogiochi del secolo“. Mitchell, che ora ha 52 anni, era considerato il primo ad aver fatto più di un milione di punti a Donkey Kong, un popolare videogioco arcade a piattaforme dei primi anni Ottanta, in cui bisogna superare diversi ostacoli per salvare una ragazza dalle grinfie di un gorilla cattivo.

Un’indagine interna di Twin Galaxies, l’organizzazione di riferimento per i record del retrogaming, ha annullato i record di Mitchell sostenendo che li abbia fatti attraverso un emulatore – un programma che ricrea vecchi giochi su nuove piattaforme o su recenti computer – e che, forse, abbia barato anche in altri modi. Mitchell aveva anche record in altri videogiochi, in particolare uno molto importante a Pac-Man: sono stati tutti annullati.

Perché un record sia validato da Twin Galaxies bisogna mettere online un video della partita, rispettare certe regole (per esempio giocare con la versione originale del gioco, non con un emulatore) e aspettare l’approvazione di altri utenti esperti del gioco. I record di Mitchell a Donkey Kong erano stati considerati validi per diversi anni, ma da qualche giorno non lo sono più. Twin Galaxies è il punto di riferimento per molti record di videogiochi del Guinness World Record, che di conseguenza ha tolto i riconoscimenti che aveva assegnato a Mitchell.

La vicenda è piuttosto complicata e se ne sono occupati anche il Washington Post e il New York Times, che ha scritto: «È chiaramente un caso per il quale la frase “è solo un gioco” non è per niente appropriata».

Per cominciare, due cose da sapere su come funziona Donkey Kong: il protagonista – quello che in seguito sarebbe diventato Mario – deve superare vari livelli per raggiungere e sconfiggere il gorilla. È un gioco che seppur abbia un “kill screen”, una schermata dove tutto finisce, non ha un punteggio massimo oltre il quale è impossibile andare: a seconda degli sviluppi della partita si possono fare più o meno punti. Come ha scrittoPolygon, il gioco «affascina ancora oggi perché, seppur non si possa far durare una partita all’infinito, non si sa ancora quale sia il massimo punteggio possibile». In Pac-Man c’è invece un punteggio oltre il quale è impossibile andare: non c’è modo di fare i 255 “livelli” previsti facendo più di 3.333.360 punti. Farlo vuol dire fare la “partita perfetta”.

Mitchell, che ora gestisce una catena di ristoranti e produce una salsa piccante, si fece conoscere nella comunità dei videogiochi già nel 1982 quando, l’anno dopo l’uscita di Donkey Kong, fu il primo a raggiungere il “kill screen”, il momento in cui «la programmazione del videogioco supera i limiti dell’hardware che usa per funzionare». Nel 1999, in un evento dal vivo in Giappone, Mitchell fu il primo a fare la partita perfetta a Pac-Man e nel 2005 superò per la prima volta il milione di punti a Donkey Kong. Mitchell divenne quindi stranoto nella comunità dei videogiochi, ma un po’ anche fuori: parlarono di lui alcuni documentari sui videogiochi – Chasing Ghosts: Beyond the Arcade (2007), The King of Arcades (2014), and Man Vs Snake: The Long and Twisted Tale of Nibbler (2016) – e, in particolare, un documentario del 2007, The King of Kong, che raccontò la rivalità tra lui e Steve Wiebe, un professore che riuscì a superare il milione poco dopo Mitchell.

Il documentario faceva chiaramente il tifo per Wiebe, un tipo pacato, e presentava Mitchell come uno sbruffone. Mitchell è noto per una grande passione per le cravatte patriottiche e le tre lettere che usa per segnare i suoi record nelle classifiche di videogiochi sono U-S-A. Wiebe sfidò spesso Mitchell a delle partite dal vivo, ma Mitchell non accettò mai.

Già il documentario parlava dei dubbi di molti su certi record di Mitchell. Ma le cose hanno iniziato a muoversi nel febbraio 2018, quando Jeremy Young, un membro di Twin Galaxies, ha parlato dei possibili brogli in un apposito forum della community. Il 12 aprile è arrivata la decisione: Twin Galaxies dice di aver appurato, analizzando i video messi online da Mitchell, che la partita sia stata giocata con un emulatore e che forse i video sono anche stati in vari modi modificati. Quindi non solo i record sono stati fatti su una piattaforma “illegale”, forse non sono mai nemmeno davvero stati fatti. La decisione riguarda tre diversi punteggi oltre il milione di punti, tutti a Donkey Kong: è arrivata dopo aver fatto analizzare i video a più parti indipendenti (una proposta da Mitchell) e dopo aver appurato l’assenza di attendibili testimoni. La questione, con tutti i suoi tecnicismi, è stata molto dibattuta anche su Donkey KongForum (sì, esiste).

Billy Mitchell e un suo ammiratore, vestito come lui

Mitchell ha risposto alla squalifica dicendo, in un video pubblicato su YouTube, di non aver mai usato emulatori e che è una decisione «stupida». Ha anche detto che, seppur non giochi a Donkey Kong da un po’, si impegnerà per far vedere che è in grado di superare davvero il milione di punti.

Wiebe, il professore di 49 anni, è intanto diventato ufficialmente il primo ad aver fatto più di un milione di punti a Donkey Kong. Ha detto: «È un gran piacere, vedermi finalmente riconosciuta la cosa».

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