La tigre della Tasmania o tilacino (Thylacinus cynocephalus) si è estinta in Australia circa 80 anni fa a causa dell’uomo, ma è sempre più vicina la possibilità di riportarla in vita grazie all’ingegneria genetica. Ma non sarà facile. Un passo in avanti sostanziale è stato fatto lo scorso dicembre, quando gli scienziati dell’Università di Melbourne sono riusciti a sequenziare l’intero genoma del marsupiale, grazie al preziosissimo DNA estratto da un piccolo morto 108 anni fa e conservato in un barattolo di etanolo.

“Ci ha dato così tante informazioni sulle caratteristiche uniche del tilacino”, ha sottolineato il professor Andrew Pask, che per dieci anni ha lavorato sul genoma del predatore estinto. “Abbiamo imparato di più sulla sua biologia, abbiamo imparato a conoscere la sua struttura demografica nel corso del tempo, abbiamo anche imparato di più su dove era distribuito e su come si relaziona biologicamente con altri marsupiali. Era una specie di marsupiale davvero unica, l’ultima del suo genere”, ha aggiunto lo studioso.

L’enorme apertura buccale del tilacino
in foto: L’enorme apertura buccale del tilacino

Per la clonazione del tilacino, Pask e colleghi puntano sulla tecnica messa a punto dal team del professor George Church, un autorevole genetista dell’Università di Harvard. Essa non è troppo dissimile da quella immaginata da Michael Crichton nel suo celebre romanzo Jurassic Park, ma a renderla più realistica è l’obiettivo della clonazione (il mammut) e l’esistenza di un animale vivente strettamente correlato, cioè l’elefante indiano. In parole semplici, attraverso le ‘forbici molecolari’ della celebre tecnica di editing genetico CRISPR-Cas9 i ricercatori americani intendono introdurre nell’elefante indiano i geni del mammut, al fine di creare ibridi con un aspetto sempre più vicino a quello del pachiderma estinto.

La medesima procedura è auspicabile per il tilacino, ma la difficoltà maggiore risiede nel fatto che l’animale più vicino sotto il profilo genetico è il numbat (Myrmecobius fasciatus) o formichiere fasciato, un marsupiale che si è sensibilmente allontanato dalla tigre della Tasmania. Grazie a tecniche sempre più raffinate del “taglia e cuci” genetico, tuttavia, Paask indica che fra non molto sarà possibile applicarla anche a questo animale, ottenendo una sorta di numbat ibrido con l’aspetto e le caratteristiche del tilacino. Gli scienziati vogliono riportarlo in vita perché la causa della sua estinzione è strettamente connessa ai massacri perpetrati dall’essere umano, che hanno privato gli ecosistemi australiani di uno dei suoi predatori cardine nella catena alimentare.

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