Il 20 aprile è uscito God of War, un nuovo videogioco di combattimenti e avventura a tema mitologico per PlayStation 4, che in due settimane si è affermato come uno dei migliori titoli a essere mai usciti sulla consolle, ricevendo critiche entusiaste e quasi unanimi nel considerarlo uno dei videogiochi più belli degli ultimi anni. Attualmente nella classifica del sito Metacritic, che riassume in un ponteggio da 0 a 100 le recensioni di film serie e videogiochi, God of War (69 euro su Amazon, 59 euro su ePrice) è al terzo posto tra i migliori videogiochi di sempre per PS4: dietro a due classici come Grand Theft Auto V e The Last Of Us Remastered.

God of War è stato sviluppato dagli americani del Santa Monica Studio, ed è l’ottavo di una celebre e fortunata serie di videogiochi il cui primo titolo uscì nel 2005 per PlayStation 2, e l’ultimo, God of War III, nel 2010. God of War ha lo stesso protagonista degli altri videogiochi della serie: Kratos, un guerriero spartano che scopre di essere in realtà figlio di Zeus, e quindi un semidio. La storia di Kratos è complicata e viene sviluppata nei molti capitoli della serie: la cosa più importante da sapere è che Kratos era un tempo il servitore di Ares, il dio della guerra (da cui il titolo), che a un certo punto ha ucciso prendendo il suo posto.

L’ultimo God of War, però, è ambientato molti anni dopo, e Kratos ha lasciato la Grecia per trasferirsi a Nord, dove ha sposato una guerriera con cui ha avuto un figlio. L’ambientazione della storia è quindi cambiata, e la simbologia è quella della mitologia norrena, e non più quella greca. Il mondo di God of War sono in realtà i nove mondi della cosmologia nordica, che come nella leggenda sono tenuti insieme dall’Albero della Vita e che ospitano, oltre agli umani, molte creature fantastiche come elfi, troll e vari tipi di mostri. Se vi state preoccupando, non c’è motivo: ci si può giocare tranquillamente senza aver giocato ai precedenti.

La storia inizia con la morte della moglie di Kratos, che come ultimo desiderio chiede che le sue ceneri siano sparse dalla montagna più alta dei nove mondi: Kratos si mette quindi in viaggio con il figlio Atreus, che inizialmente non sa della loro natura divina. Al centro del videogioco c’è quindi il viaggio di Kratos e del figlio, che incontrano creature amichevoli da aiutare e dalle quali farsi aiutare, ma soprattutto creature ostili da prendere a mazzate. Si combatte principalmente con un’ascia gigante e magica, che può essere richiamata a sé con il pensiero, ma ci sono anche le spade incatenate che comparivano nei precedenti capitoli, archi e frecce.

Su The Verge, Andrew Webster ne ha parlato benissimo, spiegando che in questa nuova versione di God of War il protagonista Kratos è molto più tridimensionale dei precedenti, e il tempo dedicato ai combattimenti è ora pressoché uguale a quello dedicato alla risoluzione dei problemi, con il risultato che l’esperienza di gioco è più bilanciata. Anche se il mondo non è “aperto”, cioè una mappa in cui si può girovagare a piacimento, si può dedicare comunque molto tempo all’esplorazione, secondo Webster, che ha parlato di una «esperienza single-player come ne sono rimaste poche in un mondo in cui i titoli incentrati sull’online sono diventati dominanti tra i videogiochi blockbuster».

Chris Plante di Polygonha scritto che nonostante tutti i cambiamenti rispetto ai precedenti capitoli, il divertimento dei combattimenti è rimasto uguale, dove peraltro si nota meglio l’accuratezza delle animazioni. A Plante è piaciuto molto come il mondo di questo nuovo God of War ruoti meno intorno a Kratos, e come questo renda più rilassata l’esperienza di gioco, permettendo anche «a Kratos di dedicarsi a fare il genitore, più che a salvare il pianeta». Plante dice di aver fatto alcune delle cose più belle e divertenti quando ha accantonato l’obiettivo principale per esplorare la mappa e scoprire ambienti e personaggi secondari.

In molte recensioni, God of War è stato paragonato a due dei videogiochi più apprezzati della storia della PlayStation 4: The Last of Us Remastered, considerato tra i migliori di sempre e incentrato sul viaggio di un uomo e una ragazza in un mondo post-apocalittico popolato da zombie, e Dark Souls, un titolo fantasy considerato tra i più riusciti di sempre per quanto riguarda i combattimenti. Questo perché, come ha spiegato Keza McDonald sul Guardian, che ha dato a God of War 5 stelle su 5, è un videogioco che unisce la violenza dei precedenti capitoli (e simile a quella di Dark Soul) a un maggiore approfondimento psicologico del protagonista (come quello di The Last of Us). Secondo McDonald, God of War riesce anche a coniugare il dramma familiare dei protagonisti con un’ambientazione mitologica maestosa: «ci sono molti momenti di formidabile bellezza (…), è uno dei videogiochi visivamente più impressionanti mai fatti».

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