Siamo abbastanza sicuri che negli anni Sessanta qualcuno da qualche parte nel mondo abbia detto “ah, ci vorrebbe un aggeggio grande come il palmo di una mano che dentro tiene tutte le canzoni che mi piacciono”, poi quarant’anni dopo hanno inventato l’iPod. La categoria “ci vorrebbe un aggeggio che” serve un po’ a questo, a fantasticare cose da inventare che poi probabilmente inventerà qualcun altro: tra queste, una delle più fantasticate è probabilmente “un aggeggio che mi ricorda dove ho parcheggiato la macchina”. Indovinate? Lo hanno inventato.

Questo aggeggio di cui vi parliamo lo ha acquistato un membro della redazione del Post per tenere monitorata la posizione del proprio scooter come alternativa più economica a un antifurto satellitare: ha scelto il modello più venduto su Amazon, che viene prodotto dall’azienda cinese Lekemi e al momento si può acquistare per circa 57 euro. È stato recensito 344 volte, ottenendo 4,2 stelle su 5 di voto medio. 

Come funziona il tracciatore Lekemi?
Il tracciatore di Lekemi è grande quanto il palmo di una mano e alto circa due centimetri. Sulla parte posteriore ha una calamita che consente di attaccarlo a una superficie metallica, ad esempio sotto il sedile del passeggero di un’automobile o in un portabagagli. Non è un antifurto, nel senso che non suona se una persona si introduce nell’automobile su cui si trova per rubarla, ma traccia la posizione e manda degli avvisi al suo proprietario in alcune circostanze, a seconda di come lo si configura: ad esempio, se collegato a un’applicazione – disponibile sia per sistemi iOS che Android – segnala la sua posizione in qualunque momento. Si possono anche visualizzare gli spostamenti dei tre mesi precedenti. Se impostato per farlo, può mandare delle notifiche nel caso l’oggetto su cui si trova venga spostato fuori da una certa area o se viene spostato in generale, rilevandone le vibrazioni.

Serve una SIM
Per funzionare il tracciatore ha bisogno di una SIM con alcune caratteristiche particolari, che non è inclusa nella vendita del dispositivo. La SIM deve avere connessione internet, essere predisposta alle reti GSM, GPS e GPRS, abilitata a ricevere e inviare sms e chiamate, non deve avere pin, segreteria telefonica e trasferimento di chiamata. Secondo le recensioni, la SIM più conveniente da associare al Lekemi è quella dell’offerta TIM Home Connect 24: per due anni si spendono 36 euro, dopodiché 3 euro al mese, e si hanno 100 MB e 100 sms al mese, entrambi più o meno necessari al funzionamento del tracciatore a seconda di come lo si vuole utilizzare. Il tracciatore ha anche un piccolo microfono integrato per l’ascolto ambientale: telefonando al numero della SIM inserita al suo interno il microfono si attiva e qualcosa si può sentire, anche se la qualità non sembra eccezionale.

Cosa dicono le recensioni?
Leggendo le recensioni al Lekemi, sia quelle negative che quelle positive, si capisce che le procedure di configurazione sono sufficientemente complesse e articolate da essere un grosso ostacolo per molte persone: conviene leggere bene tutte le istruzioni e contattare il servizio clienti (c’è in italiano) in caso di necessità.

Oltre alla configurazione, una delle questioni di cui si parla di più nelle recensioni è quella della durata della batteria: secondo l’azienda che lo produce il tracciatore dopo una ricarica completa dovrebbe funzionare al massimo per 90 giorni in modalità “riposo”, quella in cui non si usano le funzioni di allarme, ma solo quella di localizzazione; 20 giorni in modalità “standard”. Può durare anche meno se usato molto, suggeriscono le recensioni. In generale la durata della batteria dipende molto dal modo in cui il dispositivo viene configurato: per ragionare sulla questione in base alle vostre esigenze vi conviene sempre contattare il servizio clienti. La ricarica si fa grazie a un cavo USB venduto con il tracciatore, da collegare a un caricabatteria o a un computer.

Se cercate un antifurto, leggete qui
Se siete interessati a un tracciatore GPS come alternativa a un antifurto sappiate che i ladri più esperti nel furto di automobili possono usare jammer telefonici, cioè disturbatori di frequenze che impediscono ai cellulari di ricevere o trasmettere onde radio e in alcuni casi rendono inutili anche i dispositivi che usano il sistema GPS. Esistono dispositivi anti-jammer, ma questo non ha questa caratteristica. È anche possibile che un ladro esperto si accorga della presenza di un tracciatore e se ne sbarazzi prima di portare la vostra automobile altrove: diciamo che ci sono diversi gradi in cui un furto d’auto può andare bene o male.

A chi può servire, quindi?
Se il tracciatore GPS Lekemi vi interessa perché siete una di quelle persone che tendono a dimenticarsi dove hanno parcheggiato e per necessità devono lasciare spesso la propria automobile in giro, potrebbe fare al caso vostro. Se invece lo vorreste usare per monitorare un animale domestico vi conviene cercare un tracciatore apposito, più leggero e pensato per essere attaccato a un collare; ad esempio Kippy, di cui avevamo parlato qui.

Un ultimo consiglio: se acquistate questo prodotto – ma è una regola generale – verificate il prima possibile che funzioni bene, in modo da poterlo rendere nel caso sia fallato.

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Disclaimer: su alcuni dei siti linkati negli articoli con il tag Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google.

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