Scoperta l’antichissima polvere interstellare che ha dato vita al Sistema solare e al nostro pianeta miliardi di anni fa. L’hanno individuata scienziati dell’Istituto di Geofisica e Planetologia dell’Università delle Hawaii dopo averla raccolta dagli strati superficiali dell’atmosfera terrestre, dove resta sospesa a causa delle comete. Questa polvere, infatti, è andata quasi completamente perduta nei processi che hanno dato vita ai pianeti e agli altri corpi celesti del nostro sistema, tuttavia una parte è rimasta intrappolata nelle antichissime e gelide comete.

Com’è noto, quando si avvicinano al Sole questi affascinanti oggetti celesti rilasciano una lunghissima scia di detriti (coda e chioma), che oltre a produrre lo spettacolare fenomeno delle meteore o stelle cadenti deposita nell’alta atmosfera terrestre una enorme quantità di polveri. Si calcola che la Terra venga ‘investita’ da oltre 30mila tonnellate di questo materiale ogni anno. Solo una piccola parte viene raccolta e analizzata dagli scienziati.

Il team di ricerca guidato dal professor Hope Ishii dell’ateneo hawaiano ne ha studiato dei campioni con la potente microscopia a trasmissione elettronica. Dalle analisi è emerso che l’antichissima polvere interstellare è formata da carbonio che abbraccia granuli di silicio amorfo chiamati GEMS (glass embedded with metal and sulfides), corpuscoli vetrosi legati a solfuri e metalli con uno spessore compreso fra poche decine e al massimo centinaia di nanometri (un miliardesimo di metro).

Analizzando le caratteristiche di questi granelli, Ishii e colleghi hanno scoperto che a causa della loro debole composizione non possono essersi formati nella calda nebulosa che ha dato origine al Sole, ma in un ambiente all’esterno di essa, freddo e ricco di radiazioni. “Le nostre osservazioni suggeriscono che questi esotici granelli rappresentino la polvere interstellare pre-solare sopravvissuta che componeva gli stessi mattoni costituenti pianeti e stelle”, ha dichiarato il professor Ishii. “Se abbiamo a portata di mano i materiali di partenza della formazione dei pianeti da 4,6 miliardi di anni fa – ha aggiunto lo studioso -, ciò è entusiasmante e rende possibile una più profonda comprensione dei processi cui sono andati incontro e che da allora li hanno modificati”. I dettagli dell’affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.

[Credit: Theartsofsound2001]

Let’s block ads! (Why?)

Powered by WPeMatico

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here