Il futuro di Tesla, l’azienda statunitense che produce automobili elettriche, dipende da una nuova enorme tenda montata all’esterno del suo stabilimento a Fremont, in California, dove saranno montate auto per raggiungere ritmi più alti di produzione e mantenere le promesse di consegna con i clienti.

Tesla è da mesi alla ricerca di nuovi sistemi e soluzioni per produrre più Model 3, il suo primo modello di automobile elettrica per il mercato di massa. Il CEO di Tesla, Elon Musk, aveva promesso di produrne a migliaia ogni settimana, ma le cose sono andate diversamente e finora dallo stabilimento di Fremont sono uscite in media solo 750 auto alla settimana. I ritardi nelle consegne e le difficoltà alle catene di montaggio stanno costando grandi quantità di denaro a Tesla, che deve affrontare parallelamente numerose speculazioni sul suo titolo in borsa.

La nuova catena di montaggio esterna era stata annunciata per la prima volta a metà giugno direttamente da Musk, con un tweet nel quale spiegava che un gruppo di lavoro di Tesla aveva allestito l’intera struttura in appena tre settimane di lavoro.

La tenda è chiaramente visibile all’esterno dello stabilimento principale di Fremont: è una enorme tensostruttura, costituita da più tende messe insieme, ognuna delle quali è lunga 45 metri e raggiunge un’altezza massima di 16 metri. Le singole strutture sono collegate tra loro, costituendo un’unica lunga tenda sotto la quale sono state realizzate le postazioni per costruire le Model 3.

Il sito di tecnologia Ars Technica ha ottenuto qualche informazione dalla città di Fremont sui permessi richiesti da Tesla per la nuova struttura. Per ora l’amministrazione locale ha concesso un permesso temporaneo di soli sei mesi, estendibile per altri sei. Non è chiaro se in futuro la tenda possa diventare permanente, anche perché a inizio anno Tesla aveva presentato richiesta per poter costruire un nuovo grande capannone per ampliare gli spazi e il numero di catene di montaggio per le sue automobili. È invece certo che Musk è entusiasta della nuova tensostruttura, che ha reso possibile l’allestimento di una nuova linea di produzione in poco tempo e, a detta sua, riutilizzando e convertendo diversi materiali che erano già stati acquistati da Tesla.

Sempre su Twitter, Musk ha detto che la nuova struttura è persino migliore degli allestimenti al chiuso della fabbrica, dove finora sono state assemblate le Tesla. Ha inoltre aggiunto di non essere più così sicuro di avere bisogno di costruire un nuovo edificio vero e proprio, visto quanto ritiene promettente la nuova soluzione.

L’aumento dei ritmi di produzione della Model 3 si sta rivelando l’impresa più difficile e dispendiosa tentata finora da Tesla. Quando fu annunciata due anni fa, Musk disse che sarebbe stata la prima automobile “di massa” prodotta da Tesla, a un prezzo molto più contenuto dei precedenti modelli, realizzati in poche unità e con prezzi avvicinabili solo da persone piuttosto ricche. L’idea era (e rimane) di estendere enormemente la produzione in modo da potere abbattere i costi e favorire la diffusione delle automobili elettriche. All’epoca Musk disse che Tesla avrebbe potuto produrre 100-200mila Tesla entro la seconda metà del 2017. La stima era estremamente ottimista e molto “alla Musk”, noto per porre obiettivi ambiziosissimi e in tempi molto stretti, ma le cose sono andate diversamente con poche migliaia di Model 3 prodotte finora e in cospicuo ritardo.

Non è ancora chiaro se la nuova catena di montaggio sia già completamente attiva perché la struttura è stata resa inavvicinabile: dopo le foto e i video realizzati da molti curiosi, Tesla ha cercato di nascondere ciò che avviene all’interno della struttura, collocando alcuni grandi camion lungo il perimetro della tenda, che ostruiscono la vista.

Gli analisti attendono intanto i primi giorni di luglio, quando Tesla presenterà i dati sul suo secondo trimestre, comprensivi delle informazioni sul numero di Model 3 prodotte e consegnate. I dati saranno attesi con interesse anche dalle centinaia di migliaia di persone che due anni fa prenotarono una Model 3, anticipando 1.000 dollari. Molti di loro attendono fiduciosi e non sembrano intenzionati a chiedere un rimborso, anche se negli ultimi mesi sono circolate notizie di alcuni clienti che hanno desistito chiedendo di avere indietro l’anticipo versato due anni prima.

Costruire automobili è molto complicato e Tesla sta sperimentando a caro prezzo le difficoltà legate ai ritardi da parte dei fornitori, le sfide poste dai sistemi di assemblaggio, i problemi con il personale e vari altri imprevisti tecnici e organizzativi. Gli ingegneri di Tesla negli ultimi mesi hanno dovuto rivedere più volte il funzionamento della catena di montaggio: erano partiti con grandi ambizioni per rendere quasi totalmente automatico il sistema con robot, ma la loro presenza ha rallentato i ritmi di produzione rendendo necessari interventi umani per accelerare le attività. La nuova linea sotto la tenda è stata costruita tenendo conto di queste difficoltà, e dovrebbe quindi essere più orientata verso un sistema di assemblaggio tradizionale e manuale con operai in carne e ossa.

La gestione almeno all’apparenza caotica della situazione dentro Tesla e i tweet di Musk, che certo non aiutano a mettere ordine nella comunicazione dell’azienda, hanno portato a una crescente diffidenza da parte degli analisti e degli investitori, riflettendosi in un sensibile calo del rendimento delle azioni Tesla in borsa. Il calo è stato acuito da diverse speculazioni e da un caso molto sospetto di boicottaggio interno alla società, condotto da un dipendente (poi licenziato) che secondo Musk si sarebbe dato da fare per favorire uno schema di speculazione contro il titolo di Tesla in borsa.

Musk ha davanti a sé poche settimane per dimostrare che Tesla può risollevarsi e raggiungere i ritmi di produzione annunciati mesi fa, riducendo le enormi perdite che stanno erodendo il suo capitale, per questo la tenda di Fremont è così importante.

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