Fino ad oggi non siamo entrati in contatto con forme di vita aliena intelligenti semplicemente perché non esistono. O meglio, le probabilità che l’essere umano sia solo nell’Universo – perlomeno quello osservabile – sono estremamente elevate. A ipotizzarlo un team di ricerca del Future of Humanity Institute presso la prestigiosa Università di Oxford, che ha provato a dare una risposta al paradosso di Fermi, nel quale il conflitto è determinato dalle possibili migliaia di civiltà che potrebbero vivere nel vasto Universo e il fatto che fino ad oggi non abbiamo ricevuto una prova, un segnale radio o un qualunque altro indizio concreto. Il nome del paradosso deriva da quello del fisico italiano Enrico Fermi, che nel 1950 si domandava: “se l’Universo pullula di civiltà aliene, dove sono finiti tutti quanti?”.

I tre studiosi Anders Sandberg, Eric Drexler e Toby Ord, per dare una risposta a questa affascinante domanda, hanno condotto uno studio probabilistico sulla base della famosa equazione di Drake, nota anche col nome di formula di Green Bank. Si tratta di una curiosa formula matematica messa a punto negli anni ’60 del secolo scorso dall’astronomo e astrofisico statunitense Frank Drake, nata per stimare il numero di civiltà extraterrestri presenti nella nostra galassia (la Via Lattea) e in grado di comunicare con noi. Eccola nel dettaglio: N = R * x FP x NE x FL x FI x FC x L.

In parole semplici, secondo il team dell’Università di Oxford i parametri dell’equazione – come ad esempio il numero di esopianeti che può sostenere la vita e la possibilità che gli alieni possano trasmettere segnali – presentano un grado di incertezza enorme, ed è sufficiente variare di poco i dati inseriti che i risultati ottenuti cambiano radicalmente. Sfruttando dati casuali e approssimativi raccolti da pubblicazioni scientifiche hanno risolto l’equazione di Drake più e più volte, ottenendo che nella Via Lattea potrebbero esserci anche un centinaio di civiltà aliene intelligenti, tuttavia nel 30 percento dei casi è emerso un deprimente zero.

“Sulla base di ciò che sappiamo, la probabilità di ottenere vita e intelligenza su un pianeta ha un’incertezza estrema – ha sottolineato Sandberg -, non possiamo escludere che essa possa svilupparsi quasi ovunque ci siano le giuste condizioni, ma non possiamo nemmeno escludere che sia un evento astronomicamente raro. Ciò porta a un’incertezza ancora maggiore sul numero di civiltà possibili, che ci porta a concludere che esiste una probabilità abbastanza elevata di essere soli. Tuttavia, concludiamo che non dovremmo essere troppo sorpresi se dovessimo trovare forme di vita intelligenti”. Insomma, poche speranze di essere contattati dagli alieni, ma non del tutto perdute. I dettagli della curiosa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Arxiv.

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