Quello che in Italia chiamiamo rospo comune, nei libri di tassonomia è conosciuto come Rospo Bufo ed ha centinaia di varianti sparse in tutto il mondo. Per difendersi, molti di loro secernono una sostanza vischiosa contenente potenti sostanze psichedeliche, ma anche veleni potenzialmente mortali. Una favola tradizionale dei fratelli Grimm narra che una principessa, baciando un rospo, trasformò il viscido anfibio in uno splendido principe. E se l’aristocratica dama si fosse solo “sognata” il principe, vittima delle sostanze psicotrope contenute nel veleno del rospo?

Fra mito e verità. La bufotenina è una sostanza psicotropa e psichedelica presente non solo nella pelle dei rospi, ma anche in alcune piante e specie di funghi. La sua formula chimica la rende molto simile ad alcune droghe sintetiche tipiche dei bassifondi urbani delle nostre metropoli, come il DMT, o ad altre più tribali presenti nei riti religiosi sudamericani, ad esempio la Ayahuasca. Occorre però subito chiarire che non bisogna assolutamente e per nessun motivo leccare i rospi che trovate per strada. Nel mix di sostanze presenti, ci sono delle molecole che influiscono sul ritmo cardiaco, provocando infarti e aritmie. Oltre tutto, la bufotenina è totalmente priva di effetti se ingerita per via orale e non mediante particolari procedure di essiccazione.

Qui citeremo, fra le 500 specie e sottospecie di rospi, solo quelle che più hanno interessato la storia dell’uomo la sua cultura, rientrando spesso in storie popolari, libri di medicina e sentenze di stregoneria.

  • Rospo comune. (Bufo Bufo) Il suo habitat è incredibilmente esteso, va dall’ Europa fino alla fredda Siberia orientale, nella parte nord occidentale dell’Africa come il Magreb e in medio oriente come Siria Turchia e Libano. Le femmine possono arrivare fino a 20 cm mentre i maschi, più piccoli, si fermano a 10. Sono degli animali anfibi, cioè il loro ciclo vitale si divide fra terra e acqua. Nascono infatti negli stagni dove trascorrono una vita da girini. Dopo un’incredibile e rapidissima trasformazione morfologica, muniti di zampe abbandoneranno l’acqua per tornarvi solo nel periodo di riproduzione. Se disturbato le sue ghiandole secernono bufotenina e un mix di sostanze velenose che possono far insorgere anche un attacco cardiaco.
  • Rospo del Colorado. È il rospo il più grande presente nel territorio nord americano. Deve il suo nome alla sua massiccia presenza nelle acque del fiume Colorado e sotto le polverose rocce del deserto di questo stato. A differenza degli altri rospi presenta una pelle liscia, ma cosparsa di grandi ghiandole, che lo rendono uno degli anfibi più velenosi, facendo ogni anno strage di cani e animali domestici. La presenza, oltre che della bufotenina, di un’altra sostanza dal nome 5-MeO-DMT che amplifica gli effetti allucinogeni, lo rende particolarmente ricercato dai consumatori di sostanze psicotrope.
  • Rospo delle Canne È un rospo endemico in America centrale e del sud. La particolarità di questo rospo è la sua dieta particolarmente varia per essere un rospo e un incredibile successo riproduttivo. Queste sue caratteristiche lo hanno portato ad essere usato e importato in altri continenti, come l’Australia, a scopo antiparassitario. Purtroppo come spesso accade in questi casi, la specie aliena ha preso il sopravvento moltiplicandosi a dismisura e invadendo il resto del territorio. A causa della incontrollata proliferazione di questo anfibio e alla non abitudine degli abitanti del continente australe, non pochi sono stati i casi di avvelenamento da rospo registrati, non solo fra animali, ma anche nell’uomo.

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