La nuova iniziativa della NASA (Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche), nonché responsabile del programma spaziale americano, che ha studiato e schedato tutte le cadute dei propri astronauti durante le missioni Apollo per ottenere dati sulle camminate lunari, potrebbe avere questo slogan: un piccola caduta di un astronauta è un grande passo per l’umanità

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Camminare sulla Luna a quanto pare non è per niente semplice. Uno studio della NASA che raccoglie minuziosamente ogni caduta avvenuta sul suolo lunare nelle missioni apollo 15 e 16, sembra dimostralo. L’enorme e ingombrante tuta spaziale, le diverse condizioni di gravità e i numerosi apparecchi tecnologici che gli scienziati si portano dietro, limitano non poco le capacità di movimento. Sul satellite terrestre chi vi cammina è soggetto a diverse condizioni fisiche rispetto alla terra. La minor grandezza della Luna genera una forza di attrazione molto minore verso essa (un uomo di 70k.g. avvertirebbe il peso di 11k.g.) e quindi l’attrazione verso il centro del pianeta su cui stiamo camminando cambia. Un altro problema pare essere dato dalla massa, cioè la quantità di materia di cui siamo fatti che invece non subisce variazioni, lasciando così identici l’inerzia e la resistenza al movimento. Tutto ciò rende, per chi non vi è abituato come noi terrestri, veramente difficile passeggiare per crateri lunari.

A cosa serve oltre che ridicolizzare dei poveri astronauti che hanno rischiato la vita per il progresso dell’umanità? Nuove missioni spaziali sembrano essere sul punto di essere varate. Mentre già da anni si studia come portare la nostra specie su Marte, la NASA pare essere intenzionata a ritornare sulla Luna. Uno studio sistematico sulla mobilità in ambienti così ostili può portare, in un’ottica di una presenza costante umana in terreni al di fuori di quelli terrestri,  a una riduzione degli incidenti e dei tempi di messa in opera dei vari compiti.

Progetto Apollo. È il nome di una serie (17) di missioni areospaziali gestite dalla NASA, con il compito dichiarato e fortemente voluto dal presidente John F. Kennedy, di portare l’uomo sul suolo lunare. Il progetto è stato sviluppato in piena guerra fredda e le 2 super potenze, U.S.A e U.R.S.S, si contendevano il primato spaziale. Dopo un inizio catastrofico che ne gennaio 1967 portò alla morte del primo equipaggio per un avaria, il 16 luglio 1969 l’Apollo 11, con a bordo Edwin Aldrin, Neil Armstrong e Michael Collins, portò per la prima volta l’uomo sulla Luna. Il programma, il cui costo complessivo è stato di circa 25 miliardi di dollari, è stato interrotto  nel 1972 con l’apollo 17 , ultimo veicolo con equipaggio a sbarcare sul terreno lunare.

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