Fumare l’eroina ti brucia le cellule cerebrali, riducendo il cervello come una spugna. La dipendenza da eroina colpisce circa 1 milione di individui negli Stati Uniti e 15 milioni nel mondo. Molti nuovi consumatori preferiscono fumarla, in gergo si chiama “inseguire il drago”, rispetto al metodo di assunzione tramite siringa, poiché ritenuto molto più sicuro da infezioni da HIV e overdosi. Uno studio medico del neurologo Ciro Ramos-Estebanez, dell’ospedale universitario del Cleveland Medical Center nell’Ohio, mette alla luce le gravissime implicazioni cerebrali che questo metodo di assunzione comporta.

Danni cerebrali. I danni provocati dal “drago” possono andare dalla perdita di memoria alla compromissione lieve delle capacità cognitive fino, nei casi più gravi, a degradare la materia bianca del cervello, rendendola spugnosa e provocando convulsioni, problemi nel parlare e il coma. I ricercatori hanno teorizzato che questo tipo di sintomi sono dovuti alle alte temperature a cui la sostanza viene vaporizzata. La velocità con cui viene metabolizzata l’eroina permette di superare molto più velocemente la barriera ematomeningea e non da il tempo al nostro corpo convertirla, come avviene in altri metodi di assunzione, in una sostanza meno tossica.

Un falso mito. Ramos-Estebanez vuole che il problema dell’eroina inalata diventi una questione emergente di salute pubblica, dissipando l’idea che “inseguire il drago” sia più sicuro di altri metodi di assunzione, come l’iniezione. Per fare un esempio, in Gran Bretagna, i medici offrono spesso una pellicola gratuita agli eroinomani in modo che possano inalare il farmaco piuttosto che usare le siringhe. “‘Inseguendo il drago’ non è sicuro come la gente pensa. E questo non è qualcosa che un dottore dice per spaventare la gente, è la realtà. È un costo pesantissimo per i pazienti, le loro famiglie e la società stessa” afferma il ricercatore americano.

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