Sulla alimentazione da seguire durante l’estate e le relative leggende potremmo scrivere interi libri, cinque alimenti in particolare rappresentano al meglio quanto poco sappiamo o quanto crediamo di sapere sugli alimenti tipici dell’estate: ananas, banane, angurie senza semi, lo zucchero dei cocktail serali e l’intramontabile gelato, che alcuni consumano come alternativa al pranzo. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, risparmiandoci un bel po’ di delusioni.

L’ananas brucia i grassi

Frutto estivo per eccellenza l’ananas viene presentato anche come ideale per sciogliere i grassi. Questa leggenda è legata alle nostre conoscenze sulla bromelina (insieme di due enzimi in grado di degradare gli amminoacidi), che non c’entrano però con lo smaltimento dei grassi. Nella farmacologia la bromelina viene usata come principio antinfiammatorio e antiedematoso. Questa sostanza favorirebbe la digestione delle proteine; le calorie e i grassi sono altra cosa. Senza contare che per goderne i benefici dovremmo consumare solo il gambo dell’ananas, parte legnosa del frutto non proprio commestibile.

Meglio lo zucchero di canna o quello raffinato?

Avevamo già trattato la questione dello zucchero raffinato a confronto con quello di canna, quest’ultimo sicuramente si avvale di una nota di melassa – che gli da anche il caratteristico colore – molto utile se vogliamo preparare dei cocktail, ma di per sé è sempre zucchero, non ha proprietà salutari in più rispetto allo zucchero cosiddetto raffinato. Le obiezioni in base alle quali per “raffinato” si intende qualcosa che richiede l’uso di sostanze “industriali” – quindi nocive – sono tutte da rispedire al mittente.

Le banane e il potassio

Non vi è dubbio sul fatto che le banane effettivamente sono una fonte eccellente di potassio, ma non hanno l’esclusiva. Spinaci crudi, rucola e cavoli crudi superano di gran lunga le banane nella classifica degli alimenti più ricchi della sostanza, con buona pace di chi invece le posiziona in cima alla classifica. Il potassio è indispensabile per la salute dei nostri muscoli, dei reni e della trasmissione nervosa, ne perdiamo in grande quantità con la sudorazione, ma per fortuna si trova in molti alimenti, specialmente frutta e verdure. Se le banane fossero state strategiche nel regolare il nostro apporto quotidiano sarebbe stato difficile non accorgersene negli studi scientifici sugli alimenti.

Gelati al posto del pranzo

C’è chi pensa di conservare la linea per l’estate rinunciando al pranzo in favore di un bel gelato. Ne avevamo già accennato, si tratta di un vero e proprio “falso mito da spiaggia”. Molto gettonato anche in relazione ad un’altra leggenda, quella sui tempi di attesa prima di fare il bagno, così il gelato ci salverebbe pure dai rischi di congestione e annegamento. Oltre al fatto che stiamo parlando di un alimento particolarmente ricco di grassi e zuccheri, privandoci del senso di sazietà potrebbe anche portarci a “spizzicare” di tanto in tanto nel pomeriggio, col risultato di vanificare ogni speranza di superare la prova costume.

Anguria senza semi: gli Ogm che non ti aspetti

Se gli Ogm sono vietati in Europa come mai esiste l’anguria senza semi? É una bella domanda alla quale avevamo già risposto ampiamente in un articolo dedicato all’ambiguità con cui usiamo il termine Ogm (Organismo geneticamente modificato) in Europa. É possibile trovare angurie senza semi grazie alla “poliploidìa”. Il termine è legato anche alle già citate banane, che conosciamo da sempre per la loro mancanza di semi. É una condizione nella quale i cromosomi sono in numero multiplo rispetto al normale, questo è possibile anche naturalmente, quando la duplicazione cromosomica non porta ad una corrispondente divisione cellulare. La poliploidìa può essere anche indotta, come nel caso delle angurie, mediante la somministrazione di colchicina. Tecnicamente si tratta di organismi modificati geneticamente, ma per ragioni che non trovano concordi gli esperti, vengono esclusi dalla definizione Ogm. Per quanto possa sembrare strano, molti alimenti estivi compreso il riso (pensiamo alle insalate di riso), hanno subito delle mutazioni. L’Europa questo non ce lo tiene nascosto, ma forse lo ha spiegato male.

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