Ebbene si l’acqua secondo il capo della Nestle non e’ piu’ un diritto dell’uomo, ma un bene da privatizzare e gestire da parte delle multinazionali
che a loro volta sono di proprietà dei grandi gruppi bancari mondiali.

Il grande capo della Nestlé dice che che “quello che ci fornisce la natura non è tutto buono” ed “è necessaria una regolamentazione”, altro modo di dire privatizzazione.


Insomma un vero e proprio delirio di onnipotenza. Pensate che tra qualche anno grazie a leggi ad hoc potreste essere multati per bere acqua da una fontana pubblica, che man mano spariranno. Dovremo tutti pagare a Nestlé una quota, per usufruire di tale “servizio”. A quando la privatizzazione dell’aria che respiriamo?


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