Rari e molto aggressivi, i sarcomi sono tumori che colpiscono i tessuti molli dell’organismo, come muscoli, tessuto adiposo, osseo e connettivo. Nella maggior parte dei casi (50 percento) si localizzano sugli arti superiori o inferiori, ma possono originare praticamente ovunque. La fascia di età più a rischio è quella compresa tra i 50 e i 65 anni, ma alcune tipologie di sarcoma, come il rabdomiosarcoma che interessa i muscoli, colpisce i ragazzi e bambini al di sotto dei 15 anni di età. L’ex amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne ha perso la vita a causa di un’embolia cerebrale, emersa durante un delicato intervento chirurgico per trattare un sarcoma alla spalla.

Cos’è il sarcoma

Il sarcoma è un tipo di tumore che colpisce i tessuti molli dell’organismo: muscoli, grasso, vasi sanguigni, legamenti, cartilagini e tessuti connettivi in genere possono essere tutti interessati, indipendentemente dalla sede. Nonostante possa essere coinvolta quasi ogni parte anatomica del corpo umano, compresi testa, collo e organi interni, i sarcomi aggrediscono prevalentemente le braccia e le gambe. Si tratta di tumori maligni rari e aggressivi, che spesso vengono diagnosticati per caso o quando sono già a uno stadio avanzato. Se diagnosticati precocemente la sopravvivenza a cinque anni dalla scoperta della malattia è elevata (90 percento), ma crolla drasticamente (15 percento) se individuati quando hanno già dato origine a metastasi.

Chi colpiscono i sarcomi

I sarcomi sono tumori rari che, in base dati forniti dal Progetto Oncologia del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), colpiscono due italiani ogni centomila abitanti. Rappresentano l’1 percento dei tumori maligni. Il tasso di incidenza è leggermente superiore negli uomini che nelle donne: nel 2012 ci furono 1.900 nuovi casi con 1.100 uomini e 800 donne. La fascia d’età più interessata, come indicato, è quella tra i 50 e i 65 anni, mentre alcuni riguardano l’età evolutiva.

I tipi di sarcoma

Esistono oltre cinquanta tipologie di sarcoma, legate al tessuto di origine e all’aspetto delle cellule malate. Tra le principali vi sono i leimiosarcomi che aggrediscono la muscolatura liscia (quella dei visceri); i liposarcomi che interessano il tessuto adiposo (grasso); gli schwannomi maligni del tessuto nervoso e gli emangiosarcomi e i linfangiosarcomi, che interessano rispettivamente vasi sanguigni e vasi linfatici.

I sintomi dei sarcomi

I sarcomi sono tumori maligni piuttosto subdoli, poiché spesso non manifestano sintomi fin quando non raggiungono gli stadi più letali con metastasi. Sugli arti sono più facili da notare poiché generano un rigonfiamento crescente, ma quando interessano la cavità addominale o altri distretti del corpo la loro presenza spesso viene avvertita quando la massa inizia a comprimere gli organi (provocando dolore) o magari quando rende più difficile la respirazione o la funzione digestiva, generando stitichezza. In alcuni casi si manifesta anche il sanguinamento.

I fattori di rischio dei sarcomi

A causa della grande varietà dei sarcomi e dei tessuti interessati, individuare fattori di rischio comuni per tutti i sottotipi è molto complesso. Tra quelli noti vi sono l’esposizione alle radiazioni, una certa familiarità (parenti colpiti dalla patologia, dunque la genetica) e sostanze alla stregua della diossina e di specifici pesticidi.

Diagnosi e cura

Il metodo diagnostico per eccellenza di un sarcoma è rappresentato dalla biopsia, che viene eseguita dopo esami visivi come la risonanza magnetica o la tomografia a seguito dell’individuazione di una massa sospetta. Le armi in mano ai medici per contrastare i sarcomi sono rappresentati da chemioterapia, radioterapia e intervento chirurgico per la rimozione della massa tumorale. Il sarcoma viene asportato assieme a una piccola parte di tessuto sano per evitare recidive.

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