einstein buco nero

Una stella che orbita l’enorme buco nero al centro della nostra galassia ha dato per la prima volta conferme della teoria della relatività di Einstein.

Per la prima volta la teoria della relatività generale è stata confermata nell’area vicina a Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia. Ad affermarlo dalle pagine della rivista Astronomy & Astrophysics è un team internazionale di esperti che ha misurato un redshift. All’interno del forte campo gravitazionale del buco nero, la luce emessa dalla stella S2 (che orbita attorno a Sagittarius A*) cambia frequenza, spostandosi verso valori di lunghezze d’onda nel rosso. Un redshift (letteralmente uno spostamento nel rosso) appunto, di entità coerente con le previsioni fornite dalle leggi formulate da Einstein oltre un secolo fa.

Le leggi formulate da Einstein trovano sempre conferme

Erano ormai 26 anni che i ricercatori della Gravity Collaboration – questo il nome della squadra che ha misurato il redshift – stavano osservando S2, una delle tante stelle che girano attorno al buco nero che si trova proprio al centro della Via Lattea, la cui massa stimata è pari a oltre 4 milioni di soli.

Rispetto ad altre, però, S2 ha un’orbita molto ellittica, che una volta ogni 16 anni terrestri la porta a soli 20 miliardi di chilometri da Sagittarius A*.

Una piccola distanza in termini astronomici, che rende S2 una candidata ideale per osservare gli effetti dell’enorme attrazione gravitazionale che il buco nero supermassiccio dovrebbe esercitare.

buco nero einstein

L’evento si è verificato lo scorso maggio ed è stato allora che gli scienziati hanno puntato su S2 gli occhi tecnologici di ben quattro strumenti del consorzio Very Large Telescope (nel deserto di Atacama, in Cile), riuscendo così a constatare l’effetto della relatività generale nei pressi di Sagittarius A*, isolandolo dal rumore prodotto dalla folla di altre stelle vicine.

Una misura coerente con le previsioni del modello di Einstein in cui la gravità è connessa allo spaziotempo.

“Per la prima volta abbiamo misurato direttamente gli effetti della relatività generale vicino a un buco nero supermassiccio”, ha spiegato Frank Eisenhawer del Max Planck Institute. “Abbiamo osservato come la luce della stella diventi più rossa quando si avvicina al buco nero, il redshift, e come la stella acceleri passandogli vicino, fino a quasi il tre per cento della velocità della luce: oltre 25 milioni di chilometri all’ora”.

Il lavoro della Gravity Collaboration non si ferma qui. Oltre a confermare i dati appena pubblicati, per il futuro l’intenzione è quella di continuare a mettere alla prova la teoria della relatività generale, di verificare altri fenomeni previsti, come il fatto che l’orbita di S2 dovrebbe ruotare nel tempo così come è stato osservato per quella di Mercurio attorno al Sole. Insomma, la sfida alla legge di Einstein continua.

Let’s block ads! (Why?)

feed originale: NIBIRU2012

Powered by WPeMatico

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here