L’Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha multato Amazon di 300 mila euro «per aver esercitato attività postale, vale a dire il servizio di consegna dei pacchi, senza la prevista autorizzazione», cioè per aver svolto servizi postali senza avere l’abilitazione per farlo. Per ottenere l’autorizzazione bisogna essere in regola con alcune norme come «le disposizioni in materia di condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive di lavoro di riferimento vigenti nel settore postale, l’essere in regola con gli obblighi contributivi per il personale dipendente impiegato e l’adozione della carta dei servizi nei confronti degli utenti». Lo scorso dicembre l’Agcom aveva già diffidato Amazon, che ora ha 60 giorni di tempo per sospendere le attività o mettersi in regola: chiedere i permessi al ministero dello Sviluppo economico, iscriversi all’albo e sottoporsi al controllo dell’Agcom.

Amazon è stata multata perché la sua attività non si limita alla gestione logistica dei suoi prodotti ma perché ha organizzato una rete per consegnare quelli venduti da altri, come farebbe un qualsiasi corriere. L’altro aspetto critico è la presenza dei cosiddetti locker, cioè gli armadietti distribuiti nelle città e accessibili al pubblico, dov’è possibile ritirare il proprio pacco.



(PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

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