L’International Astronomical Union ha deciso di conferire il nome “Amaliafinzi” all’asteroide 24890 in onore ad Amalia Ercoli Finzi, allo scopo di onorare la sua carriera nell’ingegneria astronomica. Amalia è stata la prima donna a laurearsi in questo settore in tutta Italia, ma la sua fama ha valicato i confini della nostra penisola, rendendola una scienziata di fama internazionale e collaboratrice delle più importanti agenzie spaziali del mondo. Uno degli apici della sua carriera è stato sicuramente il suo coinvolgimento nella missione scientifica Rosetta, per lo studio della composizione delle comete che gli è valso il soprannome di “signora delle comete”.

Il 24890 Amaliafinzi è posizionato nella così detta fascia principale, una cintura composta da numerosissimi asteroidi che divide lo spazio fra Marte e Giove. La sua distanza dal sole è di 400 milioni di chilometri e riesce a completare un intero giro attorno ad esso in cinque anni. La sua scoperta e catalogazione si deve a due astronomi italiani Maura Tombelli e Claudio Casacci dell’osservatorio astronomico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, posizionato sopra la cima del monte Ekar sulle alpi italiane.

Amalia Ercoli-Finzi, nata a Gallarate nel 1937, è stata la prima donna  in Italia a laurearsi in Ingegneria aerospaziale. È considerata in ambito accademico una dei massimi esperti mondiali del suo settore, lavorando come consulente scientifico sia per la NASA che per l’ESA. Con ben centocinquanta pubblicazioni all’attivo, ha ricevuto nel corso della sua carriera decine di riconoscimenti per il suo lavoro, come la medaglia d’oro dell’Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica. L’appellativo di signora delle comete però gli è dovuto all’incredibile successo della missione Rosetta. Grazie al suo contributo nel 2014 una sonda è riuscita a sorvolare la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko e permettere l’atterraggio di un lander che ne perforasse la superficie, per studiarne la composizione.

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