Facebook ha annunciato di avere rimosso 652 pagine e account falsi che avevano legami con la Russia e l’Iran e che erano stati creati allo scopo di diffondere disinformazione e influenzare opinioni politiche negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Medio Oriente e in America Latina. Facebook ha spiegato che l’indagine – condotta dalla società di sicurezza informatica FireEye – ha scoperto l’esistenza di quattro campagne di disinformazione diverse, di cui tre originate in Iran.

La prima campagna coinvolgeva 74 pagine, 70 account e tre gruppi su Facebook, oltre che 76 account Instagram, che rispondevano allo slogan “Liberty Front Press” e che si definivano indipendenti; erano in realtà legati allo stato iraniano e pubblicavano contenuti relativi a Medio Oriente, Regno Unito, Stati Uniti e America Latina. L’obiettivo di questa prima campagna, ha detto FireEye, era quello di «promuovere gli interessi politici iraniani, inclusi i temi anti-sauditi, anti-israeliani e pro-palestinesi, così come promuovere il sostegno per alcune politiche statunitensi favorevoli all’Iran, come l’accordo nucleare Stati Uniti-Iran».

La seconda campagna riguardava 12 pagine e 66 account Facebook, oltre che 9 account Instagram. Gli account si presentavano come profili di giornali o siti di news, ma in realtà venivano usati per compiere attacchi informatici.

La terza campagna coinvolgeva 168 pagine e 140 account Facebook, e 31 account Instagram. Promuoveva eventi e aveva raggiunto una diffusione notevole (una delle pagine era seguita da più di 800mila persone): condivideva per lo più contenuti in arabo e farsi (la lingua che si parla in Iran) riguardanti la politica del Medio Oriente, del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Sulla quarta campagna non si sa molto. Facebook ha parlato di un insieme di pagine, gruppi e account legati all’intelligence militare russa e senza legami con le prime tre, iniziate invece in Iran. Si sa che era concentrata per lo più sul diffondere messaggi filo-russi relativi alle guerre in Siria e in Ucraina.

L’annuncio di Facebook è arrivato meno di un mese dopo che il social network aveva cancellato 32 tra pagine e account che tentavano di influenzare le elezioni di midterm statunitensi, che si terranno il prossimo 6 novembre. Dopo le elezioni presidenziali statunitensi del 2016, Facebook aveva rivelato che il social network era stato usato per amplificare i messaggi divisivi su temi come la discriminazione razziale, il controllo delle armi e l’ambiente. L’ultima indagine, che è stata seguita anche dalla cancellazione di alcuni account Twitter con legami con l’Iran e del canale “Liberty Front Press” su YouTube, ha mostrato come Facebook continui a essere usato come mezzo per influenzare opinioni politiche su diversi temi in tutto il mondo.

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