L’iceberg A68 grande come la Liguria staccatosi dall’Antartide nel 2017 ha iniziato a ruotare e a muoversi verso nord dopo un anno di quiete, col concreto rischio che possa provocare devastanti collisioni. Lo ha annunciato l’oceanografo polare Mark Brandon dell’Università Open, Regno Unito, che da tempo sta seguendo l’evoluzione del colosso con l’ausilio di rilievi e immagini satellitari. Combinando i dati delle temperature raccolti dal satellite Suomi NPP e le immagini del satellite Sentinel-1, facente parte del progetto Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea, il dottor Brandon ha osservato che le correnti oceaniche e le condizioni meteorologiche hanno iniziato a far oscillare A68 in senso antiorario. Deve essere una spinta notevole considerando la velocità dell’iceberg, che si stima sia composto da oltre un trilione di tonnellate di ghiaccio.

Ma quali sono i rischi? Al momento non è chiarissimo dove sia diretto, probabilmente verso una vasta area di mare aperto dove si forma il nuovo ghiaccio stagionale. Ciò non dovrebbe avvenire prima di essersi scontrato con la parte settentrionale della Larsen-C, la piattaforma di ghiaccio dal quale si è staccato tra il 10 e il 12 luglio del 2017. La collisione potrebbe avere esiti catastrofici su questo delicatissimo e inospitale ambiente, dove già in passato si sono registrati distacchi di iceberg colossali (A68 è il sesto più grande di sempre, da quando vengono monitorati).

Il pericolo maggiore è rappresentato dal fatto che il gigante e la parte della Larsen-C interessata dalla collisione possano frantumarsi in una moltitudine di iceberg più piccoli, alcuni dei quali potrebbero essere spinti verso acque più calde a nord e provocare disastri nel Canale di Drake, dove c’è un intenso traffico navale. L’unica cosa certa, come indica il dottor Brandon, è che A68 “ha una quantità di moto spettacolare e non si fermerà facilmente”. Il suo nuovo ‘viaggio’ dovrà dunque essere attentamente monitorato dagli scienziati.

I primi segnali dello spostamento di A68 sono diventati evidenti tra il 7 e il 12 luglio di quest’anno, mentre le immagini successive (registrate fino al 26 agosto) mostrano che si sta spostando a nord a una velocità maggiore rispetto a quella della rotazione. Fino a luglio l’iceberg era rimasto ‘intrappolato’ sui fondali del Bawden Ice Rise, nonostante fosse sospinto da correnti e forti venti. Curiosamente le stazioni di rilevamento dell’Università di Utrecht hanno rilevato venti calmi e temperature non significative proprio nel momento in cui il colosso ha iniziato a spostarsi, ma secondo il dottor Brandon si tratta di un malfunzionamenti dei sensori. È probabile che il processo di scivolamento sia stato agevolato dalla fusione del ghiaccio, che lo avrebbe sganciato dai fondali e spinto a “fluttuare” nell’acqua; del resto, fino a maggio di quest’anno sono stati osservati diversi distacchi di iceberg minori dal gigante, che messi assieme hanno le dimensioni di una piccola città. Nulla in confronto alle dimensioni di A68, che si estende per migliaia di chilometri quadrati, con un’estensione paragonabile in dimensioni alla Liguria o allo Stato del Delaware negli Stati Uniti. Nei prossimi mesi conosceremo meglio il suo destino; nel frattempo gli scienziati proveranno a studiare l’ecosistema incontaminato ‘liberato’ dal distacco dell’iceberg, sotto al cui ghiaccio sarebbe rimasto oscurato per ben 120mila anni.

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