Kepler–62f Credit: NASA / JPL–Caltech
in foto: Kepler–62f Credit: NASA / JPL–Caltech

Il telescopio spaziale TESS della NASA lanciato ad aprile ha scoperto il suo primo esopianeta, una super-Terra soprannominata dagli scienziati Pi Mensae c. Si tratta soltanto di un assaggio di quello che il cacciatore di pianeti – erede spirituale dell’iconico Telescopio Spaziale Kepler – riuscirà a scoprire in futuro: gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) che coordinano la missione della NASA, infatti, stimano che TESS (acronimo di Transiting Exoplanet Survey Satellite) nei prossimi due anni metterà nel mirino ben 20mila pianeti extrasolari.

Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Pi Mensae c, come detto, è una super-Terra, un esopianeta (potenzialmente) roccioso con dimensioni doppie rispetto a quelle del nostro “paradiso” e massa quattro volte superiore. Purtroppo è così vicino alla stella di riferimento che è molto improbabile possa ospitare acqua allo stato liquido sulla sua superficie. Insomma, le temperature sarebbero troppo alte sia per renderlo potenzialmente abitabile che per permettere l’esistenza di potenziali organismi biologici, perlomeno quelli che conosciamo noi. Il pianeta orbita attorno a una nana gialla in appena 6,27 giorni e si trova a 60 anni luce dalla Terra: è accompagnato nello stesso sistema dal gigante gassoso Pi Mensae c, scoperto nel 2001. Si tratta di un vero e proprio colosso, dato che ha una massa pari a 10 volte quella del “nostro” Giove.

Oltre a Pi Mensae c TESS ha intercettato anche un altro pianeta, una cosiddetta “terra calda” chiamata LHS 3844 b sita a 50 anni luce dalla Terra. Ha inoltre confermato altri 17 esopianeti già individuati da precedenti studi. Insomma, sta dimostrando di essere un ottimo cacciatore, pur trovandosi ancora in fase di test. Solo tra alcune settimane diventerà pienamente operativo, iniziando a scandagliare un’area di cielo 350 volte più grande di quella monitorata da Kepler. La sua capacità di guardare lontano è tuttavia più limitata rispetto al predecessore: TESS, infatti, è pensato per cercare esopianeti in un’area compresa tra i 30 e i 300 anni luce dalla Terra, mentre Kepler poteva osservare anche a migliaia di anni luce di distanza. Poco male, dato che più gli esopianeti sono vicini e maggiore è la probabilità di raggiungerli in futuro. L’obiettivo del telescopio spaziale, lanciato con un razzo Falcon 9 di SpaceX, è infatti proprio quello di cercare esopianeti nella fascia abitabile delle stelle, cioè che possono ospitare acqua allo stato liquido sulla superficie. Soltanto con gli “occhi” dell’erede di Hubble, il costosissimo Telescopio Spaziale James Webb, potremo comunque conoscere i dettagli dei pianeti scovati da TESS. I dettagli sul pianeta Pi Mensae c sono stati pubblicati su arXiv e sono in attesa di revisione paritaria.

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