I due fondatori di Instagram, Kevin Systrom e Mike Krieger, hanno lasciato la loro azienda e Facebook, la società che la controlla, dicendo di volere “esplorare nuovamente la nostra curiosità e creatività”. La notizia era stata anticipata nella serata di lunedì 24 settembre dal New York Times e in seguito confermata da Systrom, attraverso un post sul blog di Instagram, sorprendendo numerosi osservatori ed esperti di social media. Negli ultimi anni Instagram è diventata centrale per il successo di Facebook, riuscendo a mantenere un’immagine tutto sommato positiva presso gli utenti, a differenza del social network alle prese con scandali legati alla privacy, alla diffusione di notizie false e alle interferenze russe nelle presidenziali statunitensi del 2016.

La prima versione di Instagram fu diffusa da Systrom e Krieger nell’ottobre del 2010, con l’intuizione che oltre a creare filtri fotografici da applicare alle proprie immagini gli utenti fossero anche interessati a condividerle in un modo semplice, senza dover ricorrere a email o messaggi. In appena due mesi raccolse oltre un milione di iscritti, che diventarono 10 milioni l’anno seguente. Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook, si fece avanti nel 2012 offrendo ai cofondatori dell’applicazione circa un miliardo di dollari per la loro azienda, con un accordo per mantenere separate buona parte delle attività dal social network.

Systrom e Krieger hanno lavorato negli ultimi sei anni a Instagram, occupandosi dello sviluppo dell’applicazione e tollerando le crescenti ingerenze da parte di Zuckerberg e degli altri dirigenti di Facebook, interessati a una stretta integrazione con il social network. Secondo fonti consultate da Bloomberg, la costante presenza di Zuckerberg e la minore indipendenza sarebbero state tra le cause delle dimissioni dei due cofondatori. Le differenze di vedute non sono state mai rese pubbliche, e le parti per ora si sono limitate a formule standard e diplomatiche per comunicare le dimissioni.

Nel suo post, Systrom ha scritto che: “Costruire nuove cose rende necessario per noi fare un passo indietro, per capire ciò che ci ispira e farlo poi coincidere con le necessità del mondo; questo è quello che abbiamo in mente”. Il cofondatore di Instagram ha poi ringraziato Facebook per gli ultimi anni di lavoro insieme: “Mike e io siamo grati per gli otto anni a Instagram e per i sei anni di lavoro con il team di Facebook. Siamo passati da 13 persone a essere più di un migliaio con uffici in tutto il mondo, tutto mentre costruivamo prodotti utilizzati e amati da una comunità di oltre un miliardo di persone”.

Zuckerberg ha commentato la notizia con un breve comunicato, spiegando che: “Kevin e Mie sono due leader straordinari e Instagram riflette la combinazione dei loro talenti. Mi è piaciuto e ho imparato molto lavorando con loro negli ultimi sei anni. Auguro a entrambi il meglio e non vedo l’ora di vedere che cosa s’inventeranno di nuovo”.

Senza Systrom e Krieger, Facebook probabilmente proseguirà sulla strada di una maggiore integrazione del suo social network con Instagram. Già nell’ultimo anno Zuckerberg aveva iniziato a citare sempre più spesso Instagram, per esempio durante le riunioni degli azionisti, indicando chiaramente di volere espandere il più possibile i servizi di Facebook sull’applicazione e viceversa.

Il rischio è che una presenza eccessiva di Facebook possa snaturare Instagram, spingendo gli utenti a cercare qualche alternativa lontana da una società nota per non avere molto a cuore la loro privacy. Snapchat, dalla quale Instagram ha tratto ispirazione in questi anni soprattutto per i contenuti effimeri come le Storie, inizia a essere percepita più sicura per la tutela dei propri dati e questo in futuro potrebbe essere un incentivo a cambiare per molti utenti. Nel breve periodo, comunque, Instagram continuerà a mantenere una maggiore rilevanza nel panorama dei social network grazie al suo miliardo di utenti.

Non è la prima volta che i creatori di applicazioni acquisite da Zuckerberg decidono di lasciare Facebook. A inizio anno il cofondatore di WhatsApp, Jan Koum, aveva annunciato le proprie dimissioni a quanto pare per differenze di vedute sul tema della privacy e del trattamento dei dati da parte di Facebook. Brian Acton, altro cofondatore e figura centrale nello sviluppo di WhatsApp, aveva lasciato lo scorso settembre e nei mesi seguenti è stato molto polemico nei confronti di Facebook, soprattutto sui temi legati alla privacy.

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