shimao civiltà perdute

Shimao: una grande piramide e dei pozzi dove venivano lanciate teste decapitate. Un tempio di giada e di sacrifici molto prima che gli imperatori regnassero in Cina.

Una città di 4.300 anni, con al centro un’imponente piramide a gradoni alta almeno 70 metri, scoperta in Cina anni fa, è al centro dell’attenzione di un gruppo internazionale di archeologi, che sta portando alla luce una storia del tutto inattesa – riportati su Antiquity. La piramide era decorata con “occhi” simbolici e facce “antropomorfe”, in parte umane e in parte animali. Quelle figure «potrebbero aver dotato la piramide a gradoni di uno speciale potere religioso, per rafforzare ulteriormente la sensazione di potenza che esercitava sulle persone», scrivono gli archeologi nell’articolo.

Per cinque secoli attorno alla piramide prosperò una grande città, che si estendeva per circa 400 ettari: 4 km quadrati, cosa che all’epoca ne faceva una grande metropoli. Oggi quella città è chiamata Shimao, ma il suo vero nome è sconosciuto. Fino a poco tempo fa si pensava che Shimao fosse parte della Grande Muraglia (costruita poco più di 2.000 anni fa) e solo recentemente ci si è resi conto che è più antica e che ha una sua storia ancora da decifrare.

Una grande piramide ed una immensa città

La piramide e le fortificazioni. La piramide mostra 11 ampi gradoni pavimentati in pietra. Sul gradone più alto «c’erano palazzi costruiti in terra battuta, con pilastri in legno e ricoperti con tegole, e una gigantesca riserva d’acqua», scrivono gli archeologi. Tutte le persone di potere vivevano a quel livello, e tutto ciò che serviva loro era prodotto nelle immediate vicinanze: «Il complesso non funzionava solo come spazio residenziale dell’élite di governo di Shimao, ma anche da area di produzione per tutto ciò che serviva all’élite stessa».

Una serie di muri in pietra, con bastioni e porte, circondava la piramide e la città, e all’ingresso della piramide c’erano raffinate mura difensive il cui design suggerisce che erano destinate a fornire sia difesa sia un accesso molto limitato alle persone.

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Giada e sacrifici umani

In prossimità della porta esterna orientale sono stati trovati sei pozzi contenenti teste umane decapitate: alcune delle vittime potrebbero non essere originarie della città ma provenire da un altro sito a nord di Shimao: «L’analisi dei resti umani suggerisce che le vittime potrebbero essere originarie di Zhukaigou, forse portati a Shimao come prigionieri». Le ricerche sul campo hanno rivelato artefatti in giada inseriti negli spazi tra i blocchi di pietra di tutte le strutture di Shimao: questi manufatti in giada e i sacrifici umani “impregnavano” di forza la piramide? Il lavoro di archeologi e antropologi a Shimao è appena iniziato.

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