Il vaccino contro l’influenza, com’è noto, deve essere rifatto ogni anno poiché i ceppi di virus che provocano la patologia infettiva sono numerosi e soprattutto mutevoli. Di conseguenza la protezione va calibrata stagione dopo stagione sulla base dei dati epidemiologici e virologici raccolti dagli esperti di tutto il mondo. L’organo preposto a queste verifiche e valutazioni è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che attraverso i Centri Nazionali di Riferimento (NIC), composti da ben 140 laboratori sparsi ai quattro angoli del globo, elabora la strategia ritenuta più efficace per contrastare i virus influenzali. La campagna di vaccinazione in Italia partirà dalla metà di ottobre: ma qual è la sua composizione?

Per la stagione influenzale 2018 – 2019, avviatasi con l’autunno, l’OMS ha già stabilito con largo anticipo le componenti del vaccino, dato che ci vuole diverso tempo per la produzione – viene fatto sviluppare all’interno di uova di gallina – e la distribuzione su scala globale. Il farmaco, dopo i consueti test di sicurezza, è stato approvato dai vari sistemi nazionali, compreso quello italiano. Qui di seguito potete leggere i singoli antigeni che compongono la variante quadrivalente:

– antigene analogo al ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09

– antigene analogo al ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)

– antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria)

– antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata)

Le due nuove varianti rispetto al vaccino dello scorso anno sono l’AH3N2/Singapore, che prende il posto del ceppo A/HongKong/4801/2014, e il B/Colorado che sostituisce il B/Brisbane/60/2008. Da notare la presenza del B/Yamagata, il ceppo preso “sotto gamba” nella stagione influenzale 2017-2018, che è stato responsabile di un elevatissimo numero di infezioni in tutto il mondo. La morbilità e la mortalità è stata eccezionale soprattutto negli Stati Uniti, dove l’influenza ha ucciso oltre 80mila persone. Un numero di vittime così elevato non si raggiungeva da 40 anni. Il vaccino quadrivalente è quello che offre la protezione più efficace, ma esiste anche il trivalente. Nella stagione 2018-2019, per questa variante, l’OMS raccomanda l’uso dell’antigene analogo al ceppo B/Colorado per l’influenza B.

I virus dell’influenza più virulenti e spesso responsabili delle complicazioni più gravi sono quelli del tipo A; non a caso la pandemia di “spagnola” che nel 1918 uccise almeno 50 milioni di persone è stata causata dal ceppo AH1N1. Le lettere H e N si riferiscono alle glicoproteine antigeniche (Emoagglutinina e Neuraminidasi) espresse sulla superficie dei virus, in base alle quali si determina il sottotipo. Il virus B, quasi esclusivamente umano, è generalmente meno virulento e mutageno, tuttavia non deve essere sottovalutato, come dimostrato dalla passata stagione influenzale.

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