Credit: NASA – Arvaki
in foto: Credit: NASA – Arvaki

Una vasta area della superficie di Europa, la luna di Giove sulla quale si trova un oceano enorme, potrebbe essere costellata da acuminate “lame” di ghiaccio alte anche 15 metri. Lo ha ipotizzato un team di ricerca internazionale guidato da studiosi dell’Università di Cardiff, che hanno collaborato con i colleghi del Centro di ricerca Ames della NASA e del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università della Virginia. Si tratta di una scoperta affascinante che pone un problema pratico di non poco conto: Europa è infatti uno degli obiettivi privilegiati della NASA e dell’ESA, e nei prossimi anni la luna sarà raggiunta da robot e sonde per studiare i geyser e il suo oceano sepolto sotto una gigantesca lastra di ghiaccio, nel quale potrebbe esserci vita aliena. Se davvero la luna fosse una sorta di Mordor ghiacciata, lander e altri dispositivi avrebbero non poche difficoltà a spostarsi su un simile terreno, per questo serviranno tutte le conferme del caso.

Ma come hanno fatto a ipotizzare l’esistenza di queste lame di ghiaccio? Gli scienziati, guidati dal professor Daniel EJ Hobley, docente presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Oceaniche dell’ateneo britannico, hanno innanzitutto messo a confronto le condizioni climatiche di Europa con quelle della Terra. A causa della rotazione sincrona con Giove, la luna rivolge sempre la stessa faccia al gigante gassoso e non possiede stagioni, ma solo l’alternanza giorno-notte. Questa situazione fa sì che su Europa il Sole abbia un angolo sempre costante. Sulla Terra una situazione analoga è presente sulle vette più alte delle Ande, una catena montuosa sudamericana che si estende tra Venezuela e Argentina. Su queste cime fa troppo freddo e il ghiaccio non si scalda mai a sufficienza per sciogliersi, inoltre, trovandosi nei pressi dell’equatore, il Sole resta alto e costante proprio come avviene su Europa.

A causa di queste condizioni peculiari sulle Ande si generano i cosiddetti “penitentes”, formazioni di neve indurita e ghiaccio che spiccano come schegge rivolte verso il Sole. Non possono formarsi a latitudini più elevate perché il Sole risulta troppo basso. Poiché ci sono condizioni analoghe su Europa, Hobley e colleghi suggeriscono che i penitentes si formino anche sulla luna di Giove, ma con dimensioni sensibilmente maggiori. Purtroppo le immagini scattate fino ad oggi dalle sonde hanno una risoluzione troppo bassa per riuscire a identificarle, mi segnali radar suggeriscono che su Europa ci sia proprio una distesa di oggetti compatibili con i penitentes delle Ande. Queste formazioni si chiamano così poiché ricordano i cappelli alti, bianchi e appuntiti dei frati – i penitentes, appunto – durante la Processione della Penitenza della Settimana Santa spagnola. Sulla Terra arrivano a circa 5 metri di lunghezza massima, mentre su Europa potrebbero avere dimensioni almeno triple.

Come indicato dagli stessi studiosi, si tratta di un’ipotesi suffragata da alcuni dati, ma per una conferma saranno necessari ulteriori indagini, ad esempio immagini catturate da una sonda che sorvola la luna. Nei prossimi anni la NASA lancerà la missione Europa Clipper, mentre nel 2022 l’ESA avvierà la Jupiter Icy Lune (JUICE); è verosimile che da questi progetti emergerà o meno la conferma dell’esistenza dei penitentes. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Nature Astronomy.

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