Credit: Liran Samuni, Taï Chimpanzee Project
in foto: Credit: Liran Samuni, Taï Chimpanzee Project

Gli scimpanzé selvatici (Pan troglodytes) adorano condividere il cibo con i propri amici, non lasciandosi influenzare né dalle richieste degli esemplari di rango sociale più elevato né da quelle dei “mendicanti”. Il comportamento, che rende questi animali sempre più vicini all’essere umano, è stato osservato in un gruppo di scimpanzé del Tai National Park in Costa d’Avorio. A documentarlo un team di primatologi del Max Planck Institute per l’Antropologia Evolutiva di Lipsia (Germania), dopo aver trascorso del tempo con questi animali proprio per studiarne il livello di cooperazione.

Come ben sappiamo nell’essere umano la collaborazione e lo scambio di favori rappresenta un pilastro delle società, mentre negli altri animali, al di fuori delle cure parentali o dei riti di corteggiamento, si tratta di un comportamento estremamente raro. Non è quindi una sorpresa che esso si palesi proprio negli scimpanzé e nei bonobo, le specie di primati più simili a noi. Riuscire a capire in che termini si sviluppa la cooperazione tra le scimmie può offrire spunti interessanti per comprendere come si è evoluta anche nella nostra specie.

Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Catherine Crockford, hanno visto che gli scimpanzé sono molto selettivi quando si tratta di condividere il cibo, in particolar modo quello più prelibato, come carne, miele e frutti di grandi dimensioni. Come indicato, si rivolgono solo a quelli con cui hanno uno stretto legame sociale, lasciando a “bocca asciutta” quelli molesti che desiderano ricevere qualcosa – pur non avendo partecipato alla caccia o alla raccolta – e gli esemplari di rango superiore. Curiosamente in altri gruppi di scimpanzé erano proprio le molestie a spingere la condivisione. Secondo gli scienziati questa divergenza si riflette anche nelle comunità umane, dove la condivisione del cibo non è uguale per tutte.

Ma cos’è che spinge a condividere il cibo nelle scimmie? Nell’uomo si ipotizza che lo scambio di cibo si sia evoluto proprio in virtù di ottenere favori e collaborazione futura, il classico “do ut des”. Il volano sarebbe stato tuttavia lo stretto legame sociale tra i vari membri della comunità di uomini primitivi, esattamente come nelle scimmie. Per avere una prova Crockford e colleghi hanno raccolto l’urina degli scimpanzé dopo gli scambi di cibo, e dalle analisi di laboratorio è emerso che in quelli cooperativi c’era un livello di ossitocina più elevato, l’ormone della felicità e dell’amore associato ai legami sociali e all’allattamento. Ciò indica che l’ossitocina rappresenta un composto chimico chiave nello sviluppo della cooperazione. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B.

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