In Italia esistono più di 120 pastifici e 300 formati di pasta, perlomeno secondo i dati di AIDEPI, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane; scremando le molte specialità regionali, quelli venduti dalle grosse aziende di pasta sono circa un centinaio. Abbiamo chiesto ad alcune delle più importanti aziende italiane quali sono i formati di pasta a semola di grano duro più venduti in Italia: i prevedibili spaghetti sono al primo posto per tutte – con due sole eccezioni – e ci sono delle spiccate preferenze regionali, come la pasta mista napoletana; inoltre, tutti hanno visto un sorpasso delle penne rigate su quelle lisce, un tempo preferite.

Barilla
1. Spaghetti numero 5
2. Fusilli
3. Penne

Questi tre formati, sommati tra loro, coprono circa il 35-40 per cento del totale delle vendite.

Divella
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Rigatoni
4. Elicoidali

I primi 20 formati di pasta più venduti coprono il 70 per cento del totale, con il 18 per cento rappresentato dagli spaghetti, pari a 36 mila tonnellate. Ci sono delle differenze regionali: in Puglia c’è una richiesta di spaghetti più grossi, mentre la pasta mista vende il 4 per cento su scala nazionale e il 12 per cento in Campania, dov’è molto usata per la preparazione della pasta con fagioli, patate, lenticchie e zucca. Gli elicoidali sono detti anche tortiglioni e sono la versione più grande dei rigatoni.

La Molisana
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Fusilli
4. Spaghetto quadrato
5. Maccheroni

Tra i cento formati di pasta disponibili, lo spaghetto quadrato è il pezzo forte, mentre quello più originale è la farfalla rigata, una particolarità prodotta dalla Molisana e poche altre marche. È anche una delle poche grandi aziende a servirsi solo di grano italiano.

Granoro
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Vermicelli
4. Elicoidali
5. Rigatoni

Le vendite di spaghetti coprono il 4,6 per cento del totale, circa 900 tonnellate l’anno, i rigatoni sono l’1,93 per cento, circa 380 mila chili. Gli elicoidali sono un altro modo per chiamare i tortiglioni, la versione più grande dei rigatoni.

Voiello
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Fusilli
4. Mezze maniche

Di proprietà di Barilla, da quattro anni usa solo grano italiano, coltivato in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania: è il grano Aureo, inventato nel 2009, che permette la produzione di una pasta con il 14,5 per cento di proteine quando solitamente è pari al 12,5 per cento, il minimo richiesto dalla legge.

Pasta Coop
1. Spaghetti grossi (2,5 milioni di pezzi l’anno nella confezione da 500 grammi)
2. Mezze penne rigate
3. Penne rigate

Pasta Reggia
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Fusilli

Come per Divella, anche qui la pasta mista vende molto più in Campania che nel resto d’Italia, mentre la Gramigna va bene soprattutto in Emilia Romagna: è tipica di Bologna dove la si accompagna con il ragù di salsiccia. Dagli anni Novanta le penne lisce sono state sostituite da quelle rigate: in generale la pasta rigata, come tortiglioni, rigatoni e sedanini rigati, sta prendendo piede anche grazie alla pubblicità, che spiega che “raccoglie meglio il sugo”.

Rummo
1. Spaghetti grossi
2. Penne rigate
3. Spaghetti
4. Fusilli
5. Mezze penne rigate

Gli spaghetti grossi raggiungono il 14,7 per cento del totale, seguiti dalle penne rigate, all’11 per cento. Le farfalle, preferite dai bambini e adatte a sughi estivi e leggeri, sono all’ottavo posto e coprono il 5,7 per cento del totale, a parimerito con le linguine.

Agnesi
1. Eliche
2. Spaghetti
3. Mezze penne rigate
4. Cravattine
5. Penne rigate

Agnesi è il più antico marchio italiano di produttori di pasta, fondato nel 1824 a Pontedassio, in provincia di Imperia; dal 1999 appartiene al gruppo Colussi. Usa solo grano italiano e ha la classifica più originale di tutte: le eliche, cioè i fusilli, sono al primo posto; le cravattine, cioè le farfalle, al quarto. Non c’è una ragione precisa per la supremazia delle eliche, anche se gli spaghetti seguono con poca differenza: probabilmente perché è un formato storico di Agnesi, che si abbina bene con molti tipi di sugo. Agnesi propone 33 formati tra pasta lunga, corta e pastine, e i primi cinque in classifica coprono il 40 per cento del totale.

Pasta Armando
1. Chitarra
2. Spaghetto
3. Pacchero
4. Fusillo
5. Rigatone

È una linea lanciata dall’azienda De Matteis Agroalimentare, fondata ad Avellino 25 anni fa, e che si concentra, per l’80 per cento, sulle esportazioni. La pasta Armando viene prodotta dal 2012 usando grano italiano coltivato da una filiera di 1.700 aziende agricole e ha un alto valore proteico: il 14,5 per cento contro il 12,5 per cento minimo stabilito dalla legge. Offre 42 formati di pasta tutti chiamati al singolare (lo spaghetto, anziché gli spaghetti) e il successo della chitarra è dovuta al suo testimonial, lo chef Alessandro Borghese, che l’ha consigliata in molte ricette.

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