Negli anni ’70, il suo caschetto di capelli biondi era talmente famoso da essere copiatissimo ai quattro angoli del globo. Oggi, quell’adorabile acconciatura è un lontano ricordo, così come la grande popolarità raccolta nei panni del piccolo Nicholas de La famiglia Bradford. Il 12 ottobre 2018 l’attore Adam Rich compie 50 anni, ma la sua fama resterà per sempre legata alla popolarissima serie tv prodotta tra il 1977 e il 1981, ritratto di una tipica e al contempo sui generis famiglia americana formata da un padre vedovo (l’indimenticato Dick Van Patten) e otto figli. Rich è lontano dalle scene ormai da tempo. Oggi fa teatro, ma la sua è una di quelle storie che meritano di essere raccontate, simile a quelle di tante piccole star la cui vita è stata travolta dal lato oscuro della celebrità.

Adam Rich bambino prodigio, il successo con La famiglia Bradford

Nato a Brooklyn nel 1968, Adam Rich iniziò a recitare a soli 8 anni e crebbe con i genitori e il fratello a Granada Hills, in California. Il suo primo ruolo fu in un episodio della popolare serie L’uomo da sei milioni di dollari. Subito dopo, ottenne la parte di Nicholas: ne La famiglia Bradford è il più piccolo e ingenuo dei fratelli, crede ciecamente a Babbo Natale ma spesso si rivela il più saggio di tutti. Mascotte della serie, divenne un beniamino per tutte le mamme (che si ispirarono al suo taglio di capelli da paggetto per i loro bambini) e venne soprannominato “il fratellino d’America“. La fama lo traghettò verso altri ruoli, ma senza lo stesso successo. Nel 1981 girò il suo unico film per il grande schermo, Il diavolo e Max, con Elliott Gould e Bill Cosby. Fu nel cast di Codice rosso fuoco, serie ambientata nel mondo dei vigili del fuoco, e guest in altri telefilm, come Chips, Love Boat e Super Vicky. Inoltre, prestò la sua voce al cartone animato Dungeons & Dragons. Il cast de La famiglia Bradford si è riunito in un paio di film per la tv nel 1987 e nel 1989; successivamente, Rich è apparso solo in un episodio di Baywatch nel 1993 e in Dickie Roberts – Ex Piccola Star, dove ha interpretato se stesso.

Il declino e i problemi di droga

Nel frattempo, per Rich era iniziata una lunga serie di traversie. Beccato a fumare marijuana a 14 anni, abbandonò la scuola a 17. Nel 1989 arrivò vicino alla morte per overdose di Valium, mentre nel 1991 venne stato arrestato e accusato di tentato furto con scasso in una farmacia. Nel 2002, venne nuovamente fermato dalla polizia, stavolta per guida in stato di ebbrezza. In quell’occasione, intervenne il suo “papà televisivo” Dick Van Patten, che gli fece evitare il carcere. Sprofondato in un tunnel di alcool e droghe, Rich è stato in riabilitazione almeno tre volte.

La bufala della morte

Nel 1996, Rich è stato al centro di un bizzarro episodio. La rivista “Might” di San Francisco lanciò una notizia secondo cui l’attore era morto assassinato. In realtà, si trattava di una clamorosa bufala, costruita ad arte con il consenso dello stesso Rich, per dimostrare il feticismo necrofilo del pubblico americano. Il caso è stato poi raccontato nel romanzo “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers, fondatore della rivista succitata. Oggi, Rich vive a Los Angeles ed è lontano dalle luci della ribalta. Gli resta comunque l’onore di essere stato inserito nella Young Hollywood Hall of Fame, destinata alle star divenute celebri nell’infanzia o nell’adolescenza.

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