L’acqua Evian costa tantissimo perché ha un valore naturale che non possiamo negare. Per quanto possa far discutere la presenza del marchio di Chiara Ferragni sulla bottiglietta d’acqua Evian e il relativo costo di 8 euro, c’è però un motivo più che valido che spiega perché il prezzo sia adeguato: la purezza (oggi) si paga. Vediamo allora cosa c’è nell’acqua Evian e perché è scientificamente pura.

Sorgenti millenarie. La storia dell’acqua Evian inizia nel 1789 quando il conte Jean-Charles de Laizer la assaggiò per la prima volta scoprendone benefici per la sua salute sul lungo periodo. L’acqua fu così col tempo utilizzata nei bagni termali, il primo centro Evian nacque nel 1806, e iniziò ad essere imbottigliata nel 1826. I benefici per la salute dell’acqua Evian vennero poi riconosciuti nel 1878 dalla French Academy of Medice grazie ad alcune pubblicazioni scientifiche. Da quel momento, l’acqua Evian divenne sempre più apprezzata e venduta ottenendo il successo che tutti noi oggi conosciamo.

15 anni per una bottiglia. Quello che rende l’acqua Evian tanto pregiata è la sua provenienza. Si tratta di un’acqua naturale minerale che proviene da un sito che è nato durante l’Era Glaciale di 50.000 anni fa, nel cuore delle Alpi francesi. Qui la pioggia e la neve scendono nel bacino idrografico (area di raccolta acque) di Gavot, le gocce qui assumono la loro naturale purezza durante un periodo lungo 15 anni. Durante il viaggio sotterraneo, l’acqua si infiltra, passa attraverso la sabbie che fanno da filtro naturale dandole un basso contenuto minerale e una composizione equilibrata di sali minerali: invariata dal 1807. Da quanto l’acqua Evian è stata analizzata per la prima volta più di duecento anni fa, la sua composizione minerale non è cambiata, e anche per questo è considerata di qualità unica.

Nessun intervento dell’uomo. Verrebbe da pensare che l’acqua, una volta da imbottigliare, venga trattata dall’essere umano. Non è così. L’acqua minerale naturale estratta viene infatti portata al sito di imbottigliamento dove non subisce alcuna modifica: in pratica bere dalla bottiglietta è come bere dalla fonte. A rendere ancor più spiegabile il prezzo di quest’acqua sono i limiti di estrazione previsti: sono infatti state imposte delle quantità massime per poter rispettare il naturale ciclo di rinnovo dell’acqua.

Il pH dell’acqua Evian. Secondo le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’acqua che beviamo dovrebbe avere un pH tra 6,5 e 9,5 che varia a seconda della composizione. Il pH neutro dell’acqua è 7, quando cioè non è né acida né alcalinica. L’acqua dei rubinetti italiani è compresa tra 6,78 e 7,8. E l’acqua Evian? Il suo pH è di 7,2, che la rende particolarmente ‘morbida’ quando la si beve, ed è un altro motivo per cui è considerata garanzia di qualità.

Conclusioni. Tutto considerato, dalla storia alla produzione, passando per la composizione, è comprensibile perché l’acqua Evian sia così cara. Nel prezzo certo poi dobbiamo anche considerare il costo del marketing, che al giorno d’oggi è imprescindibile. Attenzione però, affermare il valore dell’acqua Evian non vuole certo dire che l’acqua dei nostri rubinetti non vada bene, stiamo parlando di qualità differenti: in pratica è come mettere a confronto un alimento che ha ottenuto una certificazione D.O.P. con uno che non ce l’ha. Nessuno ci obbliga a spendere 8 euro per una bottiglietta Evian di Chiara Ferragni, ma è giusto comprendere il motivo di tale prezzo. Bere l’acqua del rubinetto di casa non peggiorerà il nostro stato di salute, ma forse migliorerà quello delle nostre tasche.

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