Gerry Scotti pronto a lasciare la televisione? L’indiscrezione circola in queste ore, e non è nemmeno troppo indiscrezione, considerando che il conduttore lo lascia intendere con una dichiarazione recente rilasciata nel corso di un’intervista, parlando così: “L’età media per gli uomini è sopra gli 80 anni. Considerando che ne ho passati 20 a diventare uomo, 40 a fare un lavoro che mi piaceva molto e che mi è arrivato senza che lo cercassi, mi piacerebbe nei prossimi 20 affrontare qualche sfida in più”. D’altronde Scotti coltiva da anni altre passioni e, pur avendo impegni quotidiani, è riuscito a condurre parallelamente l’attività di viticoltore che lo ha sempre appassionato.

Quanto sia vicino il momento preconizzato da queste parole, di certo si può dire che Scotti, attualmente, resta una delle colonne imprescindibili della programmazione di Canale 5. Fatta eccezione per il periodo di alternanza con Paolo Bonolis, resta lui la colonna principale del pomeriggio di Canale 5, grazie a programmi come “Caduta Libera”, diventato un vero e proprio appuntamento obbligatorio per i telespettatori della rete Mediaset, così come interessanti si sono rivelati esperimenti recenti come “The Wall”.

Vicino ai 30 anni di carriera televisiva e di 40 nel mondo dello spettacolo in generale, Gerry Scotti è in effetti un volto enormemente simbolico della televisione italiana, trait d’union tra due ere del piccolo schermo. Gerry Scotti è entrato nel mondo dello spettacolo passando attraverso l’esperienza di Radio DeeJay e di Claudio Cecchetto, il cui intuito lo portò ad offrirgli la possibilità di diventare prima voce e poi volto di molti programmi significativi di anni Ottanta e Novanta. Il debutto ufficiale giunse nel 1983, la rete era Italia 1, con DeeJay Television, il primo programma televisivo che trasmette videoclip musicali e di fatto antenato di MTV. Negli anni impersonerà sempre più il pomeriggio televisivo dell’ammiraglia Mediaset e conquisterà la stima di grandi volti della televisione come Pippo Baudo e Mike Bongiorno, che in diverse occasioni lo indicò esplicitamente come suo erede.

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