È in vendita da venerdì scorso uno dei videogiochi più attesi degli ultimi anni, Red Dead Redemption 2 (RDR2), terzo capitolo di un’apprezzata saga western iniziata nel 2004 con Red Dead Revolver e proseguita nel 2010 con Red Dead Redemption. È uno dei titoli principali di Rockstar Games, l’azienda statunitense di fatto ideatrice dei giochi a mondo aperto, quelli in cui ci si muove in prima persona in un universo in cui si può fare più o meno tutto quello che si vuole (e sempre meglio). Per ora il titolo principale dei videogiochi a mondo aperto di Rockstar rimane Grand Theft Auto V, uscito cinque anni fa e diventato uno dei videogiochi più venduti e remunerativi di sempre: ma nel corso degli anni Rockstar ha sempre alzato la qualità dei suoi prodotti più rilevanti – che fa uscire a distanza di parecchi anni l’uno dall’altro lavorandoci con grande riservatezza – finendo spesso per creare dei fenomeni mondiali.

Pare che l’abbia fatto anche questa volta.

A differenza di GTA V – ambientato nei nostri anni in una riproduzione più o meno fedele della città di Los Angeles e di alcune zone della California – Red Dead Redemption 2 è ambientato nel vecchio West a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento (precisamente nel 1899). Il protagonista del gioco è Arthur Morgan, membro di una banda di fuorilegge – la stessa del secondo capitolo del gioco – il cui stile di vita è sempre più vicino alla fine, stretto dalla rapida avanzata della civilizzazione verso la costa orientale del continente americano. Si può giocare a RDR2 senza aver giocato ai precedenti titoli della saga: non si perde nulla.

La vita di Arthur Morgan è strettamente legata alla sua banda, con la quale si inizia il gioco in un prologo di circa un’ora che introduce gli aspetti principali del mondo. Dai vari componenti della banda dipende l’andamento del racconto principale, ma ci si può muovere anche da soli, in autonomia, e fare quello che si vuole. C’è una mappa di dimensioni enormi fatta di città e villaggi in costruzione, foreste, deserti, canyon, montagne, praterie e paludi, la cui reale dimensione è forse ampliata dalla percezione data dallo stile del gioco: ci si muove perlopiù a piedi o a cavallo e il ritmo è quindi più lento. Potenzialmente è un gioco a cui si può giocare per anni: solo la storia principale richiede una cinquantina di ore per essere completata, ma poi c’è tutto il resto da scoprire. Il paesaggio è mutevole e nello stesso punto si potranno vivere tante esperienze differenti, dalla richiesta di aiuto di una persona in difficoltà a tentativi di rapine e imboscate. Gli scontro a fuoco sono crudi e violenti come potevano esserlo realmente in quell’epoca.

La grafica e il realismo hanno fatto un passo in avanti. Rispetto ai precedenti giochi di Rockstar ci sono delle migliorie notevoli, dovute soprattutto all’evoluzione del motore grafico – il Rockstar Advanced Game Engine – e alla presenza al suo interno di due avanzati motori fisici, quelli che fanno sì che un sasso lanciato in una pozzanghera generi lo stesso effetto di un sasso lanciato in una pozzanghera nella realtà (riassumendo un po’). A pochi giorni dal lancio il gioco presenta ancora dei bug dovuti proprio alla complessità di grafica e fisica, che però dovrebbero sparire con i primi aggiornamenti correttivi.

I giochi a mondo aperto di Rockstar sono divisi tra una storia principale – tenuta in piedi da una sceneggiatura vera e propria, fatta di missioni e compiti prestabiliti con i quali si avanza verso il finale in decine di ore di gioco – e una modalità libera, dove il giocatore è appunto libero di muoversi per la mappa senza vincoli di alcun tipo, sparando a chi si vuole (e sopportandone le conseguenze), rubando, viaggiando, commerciando, eccetera. In Red Dead Redemption 2 lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha reso più sottile il confine tra queste due cose, tanto che ogni scelta fatta dal giocatore, sia nella storia che in modalità libera, determina l’esperienza di gioco in maniera ancora più fluida, senza pause forzate.

È possibile inoltre interagire rapidamente e in modo realistico con qualsiasi personaggio si incontri, tramite approcci verbali o azioni che possono essere decise di volta in volta. Rockstar si è servita di oltre mille attori per realizzare i personaggi non controllabili del gioco, che presentano quindi un’enorme varietà di toni, gesti e sembianze.

Il comportamento tenuto nel gioco avrà delle conseguenze. Il sistema “Honor” tiene conto infatti di tutte le azioni onorevoli e disonorevoli commesse dal giocatore. Questo influenzerà la reputazione del protagonista, ma non più nel modo rigido applicato ai giochi precedenti: se si commette un crimine, solo la presenza di testimoni potrà far nascere un’indagine, che a seconda della gravità delle azioni comporterà una taglia e una conseguente cattiva reputazione. Sarà possibile tuttavia pagare il conto alla giustizia sborsando di tasca propria la taglia negli uffici postali; o ci si potrà fare arrestare, ma in quel caso si perderà quasi tutto.

I mezzi di movimento principali sono i cavalli, di varie razze, con qualità differenti, il cui comportamento dipende dall’uso e dalla cura con cui vengono gestiti. Trascorrere più tempo in sella a un cavallo aumenterà per esempio il legame che si ha con lui, strutturato in quattro diversi livelli, ognuno dei quali permetterà di manovrarlo in modi più efficaci. Il cavallo va nutrito e medicato ed è fondamentale per custodire tutte le armi del gioco – una cinquantina di riproduzioni fedeli a quelle dell’epoca, come molti altri oggetti – e per trasportare merci e carcasse di animali cacciati, le cui pelli potranno essere vendute negli empori per guadagnare soldi o usate per creare oggetti di uso quotidiano. La caccia è uno degli aspetti più articolati del gioco: ci sono decine di specie, e gli esemplari di ciascuna di queste variano in dimensioni e qualità. È consigliato usare arco e frecce per cacciare senza danneggiarle, e vanno usate rapidamente per evitare che si decompongano.

Il sito Eurogamer lo ha recensito così: «È l’opera magna di Rockstar, il culmine di una filosofia creativa adottata dal 1999, un prodotto che fa impallidire il valore artistico di mezza industria tripla A. Non è una fucina di innovazioni trascendentali, e quelle incontrate sfuggiranno ai più, non è un trionfo della ricerca: è semplicemente un mondo». Poi la recensione continua dicendo: «Tutti i personaggi, dal primo all’ultimo, hanno la scintilla dell’ingegno umano, la passione e l’emozione. Tutte le location hanno credibilità, sono mutevoli, affascinanti e concrete». Il Guardian invece ha scritto: «Una totale immersione in un mondo incredibilmente realistico – che tu stia affrontando nemici o scuoiando animali – rende l’avventura di un fuorilegge un gioco epocale». Sul sito Metacritic, che raccoglie le critiche delle maggiori testate internazionali, la media dei giudizi di esperti sul gioco è di 97/100.

Red Dead Redemption 2 è in vendita dal 26 ottobre per PlayStation 4 e Xbox One, mentre non è stata ancora annunciata l’uscita per pc. Si può acquistare su Amazon a 68,42 euro per PlayStation 4 e a 69,99 per Xbox One. È in vendita anche su ePrice a 69,99 euro per PS4 e allo stesso prezzo per Xbox One.

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