La sonda della NASA “Parker Solar Probe” è diventata l’oggetto costruito dall’uomo che più si è avvicinato al Sole. Lo scorso 29 ottobre ha infatti raggiunto la distanza di 42 milioni chilometri dall’infernale superficie della stella, superando il record di 43,43 milioni di chilometri conquistato nel 1976 dalla sonda HELIOS II, costruita in collaborazione tra NASA e Germania Ovest. La Parker Solar Probe ha comunque compiuto solo un piccolo passo verso il suo obiettivo più ambizioso, che nel 2024 la porterà ad appena 6 milioni di chilometri di distanza dal Sole.

In questo momento la sonda americana sta compiendo una manovra che il prossimo 5 novembre la porterà al suo primo perielio, a 39 milioni di chilometri di distanza. Da quella posizione scatterà le fotografie più spettacolari e ravvicinate mai fatte al Sole, inoltre sfrutterà anche i suoi strumenti per captare i dati sul vento solare, il principale oggetto di studio della sua missione. La sonda, del resto, porta il nome dell’astronomo (Eugene Parker) che negli anni ’50 del secolo scorso formulò le prime teorie sulle particelle provenienti da Sole, responsabili di fenomeni affascinanti come le aurore polari ma anche delle pericolose tempeste geomagnetiche.

Gli studi di Parker sono stati così illuminanti che la NASA ha deciso di dedicargli il nome della sonda anche se è ancora in vita, contravvenendo a una delle “regole non scritte” dell’agenzia aerospaziale americana. L’anziano studioso lo scorso agosto ha infatti potuto assistere con i propri occhi al lancio del razzo Delta IV Heavy che la portava a bordo, decollato da Cape Canaveral (Florida).

Gli scienziati della NASA stimano che molto presto la Parker Solar Probe possa superare anche il record di velocità per un oggetto costruito dall’uomo. Anche questo primato è stato conquistato dalla HELIOS II, e attualmente è pari a 246.960,274 chilometri orari, una velocità pazzesca legata anche alla pazzesca attrazione gravitazionale del Sole. È a causa di questa forza che Mercurio risulta molto difficile da studiare, essendo il pianeta più vicino alla stella. La sonda dell’ESA BepiColombo, lanciata lo scorso 20 ottobre, impiegherà 7 anni per raggiungerlo proprio perché ha necessità di frenare la sua corsa, facendo “slalom” tra le orbite dei pianeti.

Durante il suo affascinante viaggio la Parker Solar Probe dovrà affrontare temperature infernali in grado di liquefare l’acciaio, per questo gli scienziati l’hanno dotata di uno scudo di 8 metri in schiuma di carbonio che devia i raggi solari e lascia operare a circa 30° centigradi il suo preziosissimo cuore elettronico. Non ci resta che attendere l’arrivo delle prime, spettacolari immagini del Sole e i dati relativi al vento solare.

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