È difficile trovare qualcuno, in tutta Hollywood, che giochi nello stesso campionato di Emma Stone: a trent’anni – compiuti oggi – è una delle più popolari star del cinema contemporaneo, ha già vinto un premio Oscar come migliore attrice ed è stata la protagonista di uno dei film che con ogni probabilità rimarrà tra i più famosi del decennio. Con La La Land, il musical su Los Angeles in cui ha recitato insieme a Ryan Gosling, la carriera di Stone è arrivata a un livello di celebrità riservato a pochissimi attori, quasi sempre più anziani di lei e che solitamente hanno faticato di più. Ma già prima aveva fatto in tempo a diventare una di quelle attrici che si sono guadagnate il titolo di “musa di Woody Allen”, per esempio, uno dei motivi per cui l’hanno paragonata a Diane Keaton insieme al suo brillante senso dell’umorismo, che viene puntualmente decantato da chi la intervista.

Stone, che recentemente è stata co-protagonista della serie di Netflix Maniac insieme a Jonah Hill, ha avuto il suo “anno-della-consacrazione” nel 2011, quando uscì nella stessa estate con tre film: Amici di letto, Crazy, Stupid Love e soprattutto The Help, il film sul segregazionismo in Mississippi che la rese famosa. Prima si era fatta conoscere tra gli appassionati di commedie un po’ di nicchia come Benvenuti a Zombieland, ma fu con la sua nuova popolarità che ottenne la parte di Mary Jane nella nuova serie di film su Spider-Man: quella con protagonista Andrew Garfield, con il quale Stone ebbe una lunga relazione.

Erano più di quindici anni che Stone recitava: cominciò giovanissima, quando era una bambina di Scottsdale, Arizona, e iniziò a recitare in importanti produzioni teatrali che la portarono da subito in tournée, e la costrinsero a recuperare gli anni di scuola persi con le lezioni private. Nel 2004 si trasferì a Los Angeles e fu qui che cambiò il suo nome da Emily a Emma, visto che il primo era già registrato nel sindacato: ebbe le sue prime parti in programmi televisivi e serie di poco successo, ma grazie a una comparsata in Lucky Louie di Louis CK si fece notare abbastanza per ottenere la parte in Suxbad, un film del potente gruppo Jonah Hill-Michael Cera-Seth Rogen-Judd Apatow, che fu il vero inizio della sua carriera.

Dopo gli Spider-Man, i ruoli con Woody Allen e qualche film poco riuscito, Stone di fatto saltò le tappe richieste a un’attrice normale recitando in Birdman di Alejandro Inarritu, che vinse l’Oscar e che la presentò al mondo come attrice capace di fare quei ruoli drammatici e controversi che piacciono tanto ai critici. Da lì arrivò in un attimo a La La Land, con il quale – aiutata dalla nostalgia suscitata dal film – si è imposta praticamente come una delle pochissime dive del cinema contemporaneo, una di quelle capaci di far ruotare intorno a sé un blockbuster. Eppure, finora, si è tenuta alla larga dalle grandi produzioni: oltre a Maniac ha recitato in La battaglia dei sessi, un film sulla famosa partita di tennis tra Bobby Riggs e Billie Jean King, che però hanno visto in pochi, e in La favorita di Yorgos Lanthimos, un regista greco apprezzatissimo dalla critica ma ancora poco conosciuto al grande pubblico.

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