Credit: Luc–Henri Fage
in foto: Credit: Luc–Henri Fage

La più antica opera di arte figurativa si trova in una grotta del Borneo, nel Sud-Est Asiatico. A stabilirne l’età, compresa tra i 40mila anni e i 52mila anni, è stato un team internazionale di ricerca guidato da studiosi dell’Università Griffith di Brisbane, Australia, che hanno collaborato con i colleghi del Centro nazionale di ricerca archeologica (ARKENAS) di Giacarta, della Facoltà di Arti visive e Design presso il Bandung Institute of Technology, dell’Università del Queensland e del Sincrotone Australiano.

Gli scienziati, coordinati dal professor Maxime Aubert del Centro Griffith per la ricerca sociale e culturale, per definire l’età dell’affascinanti pitture rupestri hanno sfruttato una tecnica all’avanguardia chiamata datazione uranio-torio, basata sull’analisi della calcite. Le opere furono individuate negli anni ’90 del secolo scorso in alcune grotte della penisola di Sangkulirang e Mangkalihat, site nella provincia di Kalimantan del Borneo. Tra le varie pitture analizzate, che rappresentano figure umane, mani, simboli, motivi e animali, la più antica è risultata essere quella di un bovino di colore rosso. Probabilmente si tratta di un banteng (Bos javanicus), una specie presente ancora oggi nel Sud-Est Asiato ma in pericolo di estinzione. L’opera fu realizzata durante l’ultima era glaciale, nel Paleolitico superiore, ma non sappiamo nulla dell’autore o degli autori.

Credit: Pindi Petiawan
in foto: Credit: Pindi Petiawan

Le più antiche pitture rupestri conosciute risalgono a circa 64mila anni fa; furono realizzate da uomini di Neanderthal nelle grotte di La Pasiega (Cantabria), Maltravieso (Estremadura) e Ardales (Andalusia) in Spagna. Si tratta tuttavia di disegni astratti, linee e motivi senza un particolare “senso artistico”, mentre l’arte figurativa rappresenta il mondo che ci circonda, coinvolgendo figure di uomini, oggetti e animali. Si è sviluppata solo in un secondo momento ed è un tassello fondamentale nell’evoluzione dell’umanità. Fino ad oggi i più antichi esempi di arte figurativa erano pitture rupestri rinvenute sull’isola di Sulawesi, ma il bovino del Borneo sposta indietro le lancette di alcune migliaia di anni. Sempre nell’ambito dell’arte figurativa, risalgono a circa 40mila anni fa anche alcune statuette di mammuth e la statuetta tedesca “Löwenmensch”, caratterizzata da un corpo umano con la testa di leone.

Durante i lavori nelle grotte del Borneo Aubert e colleghi hanno determinato l’età di altre pitture peculiari, rappresentanti figure umane, barche stilizzate e forme geometriche realizzate con un pigmento nero. Risalgono a 20/21mila anni fa e rappresentano un cambio di paradigma fondamentale rispetto a quelle più antiche, perché l’attenzione degli autori passa da soggetti dell’ambiente naturale a figure che abbracciano l’essere umano e la sua esperienza nel mondo. Forse stanno lì a indicare le migrazioni di altri popoli e la loro cultura; l’unica certezza risiede nel fatto che la creatività di queste opere riflette il percorso evolutivo che ci ha portati sino ad oggi. I dettagli sulle affascinanti pitture rupestri sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Nature

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