Attorno alle 20:20 di sabato 10 novembre l’asteroide 2018 VX1 transiterà vicinissimo alla Terra, a una distanza inferiore a quella che mediamente ci separa dalla Luna (384mila chilometri). Scoperto solo di recente, il “sasso spaziale” fa parte dei cosiddetti NEO (Near Earth Object) e ha un diametro stimato tra gli 8 e i 18 metri. Può dunque essere grande quanto una limousine o un autobus. In caso di impatto col nostro pianeta potrebbe creare seri danni a livello locale – le dimensioni sono paragonabili a quelle della “meteora di Čeljabinsk” che nel 2013 causò 1.100 feriti in Russia – ma fortunatamente la sua traiettoria è completamente innocua, dunque verremo solo sfiorati.

Transitando a una distanza di appena 380mila chilometri, un’inezia dal punto di vista astronomico, 2018 VX1 verrà attentamente studiato dagli scienziati, che hanno già iniziato a metterlo nel mirino da alcuni giorni. Lo scorso 7 novembre, quando si trovava a una distanza di 1,5 milioni di chilometri, è stato immortalato dal telescopio robotizzato “Elena” del Virtual Telescope Project, programma guidato dall’astrofisico italiano Gianluca Masi. Nello scatto sottostante potete vederlo come un puntino indicato da due linee rosse, mentre le strisce sono le stelle “stirate” (star trails) dalla fotografia a lunga esposizione, di 3 minuti.

Credit: Gianluca Masi/Virtual Telescope Project
in foto: Credit: Gianluca Masi/Virtual Telescope Project

2018 VX1 non sarà l’unico asteroide a “salutarci” sabato 10 novembre. Alle 16:03 l’asteroide 2018 VS1 transiterà a una distanza superiore a 3,5 volte quella della Luna, dunque anch’esso è totalmente sicuro. Ha un diametro stimato tra i 13 e i 28 metri e si tratta del suo primo passaggio ravvicinato in 5 anni. Circa un quarto d’ora dopo sarà la volta dell’asteroide 2018 VR1, che tuttavia transiterà molto più lontano, a 5 milioni di chilometri dalla superficie della Terra. Dimensioni e velocità sono paragonabili a quelle di VS1, ma quella di VR1 sarà la prima e unica “visita” nei pressi della Terra,.

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi questi asteroidi transitano in tutta sicurezza sopra alle nostre teste, ma tenerne traccia è un lavoro fondamentale. Il rischio che qualcuno possa centrare il pianeta è infatti concreto; non a caso la NASA sta studiando dei piani per deviare i corpi celesti definiti potenzialmente pericolosi, classificati con la sigla PHA (Potentially Hazardous Asteroid).

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