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Il piccolo comune toscano di Bibbiena, in provincia di Arezzo, ha siglato un accordo con i cacciatori di Enalcaccia per abbattere i piccioni. In base a quanto dichiarato dal comune, i volatili sono diventati così numerosi da rappresentare un rischio sanitario, a causa delle diffuse deiezioni che non possono più essere gestite dai normali servizi di pulizia. “Nei centri storici di Bibbiena sono prolificati fuori misura i piccioni – si legge nella nota – e questo sta creando problemi igienici, la risoluzione dei quali non è più procrastinabile”. “Gli interventi di pulitura – prosegue il comune -, benché puntuali, non sono più sufficienti a tenere pulite strade e piazze visto l’alto numero di volatili che si sono concentrati soprattutto su certe zone come il centro storico”.

Alla luce di questa situazione, l’amministrazione del comune di circa 12mila anime ha deciso di accordarsi con Enalcaccia per rimuovere il “problema” alla fonte, cioè uccidendo i piccioni. La campagna di abbattimento non può ancora essere programmata perché si attende l’autorizzazione della Regione Toscana, ma è stato già deciso dove i piccioni potranno eventualmente essere eliminati. Il comune ha infatti stretto un accordo anche con i proprietari di campi coltivati, dove i volatili granivori si radunano per mangiare. Nel frattempo si consiglia ai cittadini di Bibbiena di applicare i dissuasori – quelli meccanici sono finiti al centro di polemiche perché possono uccidere i piccioni in modo particolarmente cruento – e di eliminare possibili anfratti e rifugi.

Che i piccioni possano essere una specie problematica è un dato di fatto, sia per questioni igienico-sanitarie (che riguardano uomini e animali domestici) che per il decoro delle città; si stima che i comuni italiani spendano infatti tra i 100mila e i 200mila euro all’anno per la pulizia di strade, piazze e monumenti sporcati dai piccioni. Non è un caso che in diverse città europee i piani di abbattimento siano uno standard; in Italia, tuttavia, i piccioni domestici – o colombi – sono equiparati agli animali selvatici da una sentenza del 2004, di conseguenza le eradicazioni possono essere autorizzate solo innanzi a emergenze igienico-sanitarie comprovate.

Ma l’eliminazione fisica non è l’unica soluzione. Dove vige il divieto di nutrire gli animali (con sanzioni salate) e dove non ci sono elevate concentrazioni di ristoranti, ad esempio, il problema dei piccioni è sicuramente più circoscritto, inoltre è possibile allontanarli con strategie non cruente. Fra essi vi sono l’uso di falchi addestrati, dissuasori a ultrasuoni, reti e addirittura mangime sterilizzante, benché gli effetti di queste sostanze, pur parzialmente efficaci, non convincono tutti gli esperti. Insomma, non è necessario passare per forza dal fucile dei cacciatori per risolvere il problema, per quanto possa trattarsi della soluzione più rapida, e probabilmente efficace ed economica.

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